Cosa vedere al Parco del Valentino, il magico cuore verde di Torino

Regalati una passeggiata indimenticabile lungo il Po, alla scoperta dei punti più iconici del parco più amato di Torino
Parco del Valentino di Torino

Indice

Il Parco del Valentino è una delle aree verdi più grandi di Torino, oltre che il parco pubblico più famoso e antico della città.

Con più di 500 mila mq di estensione, è il luogo perfetto per fare una passeggiata, godersi il relax, organizzare un picnic o fare un giro in bici. 

In questa guida scoprirai cosa vedere al Parco del Valentino, dai suoi luoghi più iconici come il Castello del Valentino, il Borgo Medievale e la Fontana dei Mesi, fino ad angoli meno conosciuti come il Sommergibile Provana e il Villino Caprifoglio.

Troverai inoltre curiosità, consigli pratici e informazioni sui grandi progetti che stanno trasformando il parco più amato di Torino.

Cosa vedere al Parco del Valentino in sintesi

Il Parco del Valentino è ricco di attrazioni che meritano una visita. Per aiutarti a orientarti, ecco una panoramica dei luoghi più belli e significativi che incontrerai durante la passeggiata.

  • Il Castello del Valentino
  • Il Borgo Medievale
  • La Fontana dei Mesi
  • Il Giardino Roccioso
  • Il Roseto
  • L’Orto Botanico

–> Continua a leggere questa guida per scoprirli nel dettaglio.

Organizza al meglio la visita al Parco del Valentino

Il Parco del Valentino è sempre aperto e il suo ingresso è libero.

Si sviluppa nel quartiere di San Salvario, lungo la sponda sinistra del Po, tra il ponte Umberto I e il ponte Isabella, a poco più di un km dal centro.

Ti consiglio di iniziare la tua passeggiata partendo da uno dei quattro accessi principali:

  • dall’arco monumentale all’Artigliere, in corso Vittorio Emanuele II, poco prima del ponte Umberto I;
  • dal castello del Valentino lungo corso Massimo d’Azeglio, all’altezza dell’incrocio con corso Marconi;
  • dal Giardino Roccioso in piazza Rita Levi Montalcini;
  • e infine dalla Fontana dei Mesi, in corso Federico Sclopis, nei pressi del ponte Isabella.

Dove mangiare al Parco del Valentino

Al suo interno troverai tanti punti ristoro e locali dove mangiare, dal chiosco dei gelati ai locali lungo il Po. Ti consiglio l’Imbarchino e l’Al Pero.

Quanto tempo serve per visitare il Parco del Valentino

  • visita veloce: 1 ora
  • visita completa: 3 ore
  • visita relax: mezza giornata

Il Parco del Valentino per i più piccoli

Oltre che ai classici intrattenimenti delle aree giochi, i più piccoli possono divertirsi al Baby Luna Park.

Come raggiungere il Parco del Valentino

— Se usi l’automobile, puoi parcheggiare un po’ dappertutto, sia lungo i corsi nei pressi del parco (corso Cairoli, corso Massimo d’Azeglio, corso Federico Sclopis), sia nei parcheggi interni al parco, come ad esempio quello di piazza Rita Levi Montalcini;

— Puoi raggiungere il Parco del Valentino anche in bici e continuare a pedalare al suo interno. Altrimenti puoi noleggiare bici e risciò una volta arrivato.

 Sono molte le linee del servizio pubblico che portano al Parco del Valentino. Consulta il sito ufficiale della GGT.

 Se ami passeggiare, il Parco del Valentino è facilmente raggiungibile a piedi dal centro.  Per rendere il tragitto ancora più suggestivo, ti consiglio di passare dai Murazzi del Po Gipo Farassino e da Lungo Po Armando Diaz.

Scopri capolavori d’architettura immersi nel verde

Uno dei motivi del fascino del Parco del Valentino è la presenza di suggestive strutture architettoniche avvolte dal verde.

Da una residenza dei Savoia che pare uscita dal mondo delle fiabe a un villaggio medievale con tanto di Rocca, costruito per l’Esposizione Generale del 1884.

Da un palazzo delle Belle Arti a un edificio pioniere nell’architettura contemporanea.

Scopriamole meglio.

Il Castello “da favola” del Valentino

cortile del Castello del Valentino di Torino

In Viale Pier Andrea Mattioli 39 puoi ammirare il castello del Valentino di Torino, una delle più belle residenze di Casa Savoia.

Ti sembrerà un castello uscito da una fiaba per via delle sue torri dai tetti in ardesia a falde inclinate.

Capolavoro del Seicento, vive il periodo di massimo splendore quando la duchessa Cristina di Francia lo sceglie come sua maison de plaisance, ovvero come residenza di svago e divertimento.

Oggi invece è sede della Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino.

—> Leggi anche il mio approfondimento sul Castello del Valentino, se vuoi scoprire le sue due facciate, le decorazioni degli interni dai significati nascosti e la storia della sua principessa.

Il fascino da film del Borgo Medioevale

Borgo Medievale

Realizzato in occasione dell’Esposizione Generale Italiana del 1884, il Borgo Medievale è una fedele riproduzione di un tipico villaggio medioevale circondato da mura fortificate e sovrastato da una rocca.

Il risultato è un microcosmo veramente suggestivo, in cui puoi assaporare l’atmosfera di una delle epoche più misteriose della Storia.

all'interno del Borgo Medievale di Torino
dentro al Borgo Medievale di Torino

La magia comincia varcando un piccolo ponte levatoio che immette sulla via principale.

Subito sulla sinistra c’è l’Albergo dei Pellegrini, tipico edificio medievale che offriva sosta ai viandanti. Sulla destra invece c’è invece una piazzetta con il forno, la tettoia del maniscalco e una tipica fontana della Valle di Susa.

La strada maestra continua contornata da precise ricostruzioni di case e botteghe quattrocentesche del Piemonte e della Valle d’Aosta.  Fino ad arrivare allo spiazzo che porta alla Rocca, dove è ospitata la curiosa fontana del melograno.

Entrando invece nella Rocca puoi ammirare un perfetto spaccato della vita quotidiana di una dimora signorile del Quattrocento. Le stanze sono infatti ricche di mobili, oggetti e decorazioni, ricalcando fedelmente ambienti presi da castelli famosi, da quello della Manta a quello di Fénis.

A fianco alla Rocca puoi visitare anche un piccolo giardino medievale.

—> Attualmente puoi ammirare il Borgo Medievale solo dall’esterno perché è chiuso al pubblico.

È infatti in corso un necessario e importante intervento di restauro che lo riporterà al suo massimo splendore.

Scopri di più consultando il sito ufficiale del Borgo Medievale.

La Promotrice delle Belle Arti

Nel 1842 la Società Promotrice delle Belle Arti viene fondata con lo scopo di organizzare mostre ed esposizioni per promuovere gli artisti del momento.

Pensa che è dal 1914 che ha sede presso la palazzina di via Crivelli 11, all’interno del parco del Valentino.

Promotrice di Belle Arti a Torino

La riconoscerai subito per la sua sobria facciata in calcestruzzo armato, abbellita però dal portico in stile neoclassico e dalle decorazioni in stile liberty.

Oggi ospita mostre di ogni tipo, tra cui quelle immersive, dove la componente virtuale e tecnologica regala al pubblico un nuovo tipo di esperienza e di intrattenimento.

Torino Esposizioni, capolavoro di Pier Luigi Nervi

Torino Esposizioni è il complesso moderno che si trova in corso Massimo d’Azeglio 15, vicino all’ingresso del Giardino roccioso del Parco del Valentino.

Nato come Palazzo del Giornale per l’Esposizione del 1911, nel corso del Novecento ha cambiato più volte funzione fino a diventare il principale polo fieristico della città.

Il suo aspetto attuale si deve all’intervento di due importanti architetti torinesi:

Ettore Sottsass senior che negli anni Trenta progetta il monumentale ingresso porticato in vetrocemento su corso Massimo d’Azeglio; la lunga manica di uffici sopraelevata sul porticato che si sviluppa fino a via Petrarca; e la struttura vetrata a forma circolare sul fianco a sinistra .

Pier Luigi Nervi, che negli anni Cinquanta realizzò il celebre Padiglione Nervi, una straordinaria opera di ingegneria in ferrocemento considerata all’avanguardia per l’epoca.

Si tratta di un grande salone rettangolare con abside vetrato, quasi fosse una specie di basilica laica.

L’interno di Torino Esposizioni. Fotografia di Fabrizia Di Rovasenda, 2010. © MuseoTorino.
Fotografia di Fabrizia Di Rovasenda, 2010.
Torino Esposizioni - volta abside Padiglione Nervi
foto di Andrea Cappello

Dopo anni di difficoltà, attualmente il complesso è interessato da un importante progetto di recupero che lo trasformerà nella nuova Biblioteca civica centrale di Torino.

Esplora gli angoli di verde più suggestivi

Tra sentieri sinuosi, piccoli ruscelli, romantiche sculture e fioriture stagionali che esplodono in mille colori, al Parco del Valentino scoprirai scorci indimenticabili e angoli di verde che ti entreranno nel cuore.

Il Giardino Roccioso e il Roseto, veri fiori all’occhiello

Probabilmente il Giardino Roccioso è il luogo che ti incanterà maggiormente all’interno del parco del Valentino.

Il Giardino Roccioso del Parco del Valentino
Il Roseto del Parco del Valentino

Si tratta di un ameno giardino a più livelli, con sinuose stradine lastricate, ruscelli con cascatelle, aiuole fiorite in ogni stagione, un ricco patrimonio di alberi e arbusti, una zona con piante esotiche, un roseto ben curato e le suggestive sculture di Rodolfo Marasciuolo, il famoso giardiniere-artista di Torino che ormai da anni abbellisce con le sue creazioni diversi angoli verdi della città.

Pensa che le sue opere sono tutte realizzate con materiali di recupero, per concedere loro una seconda vita e per trasmettere messaggi d’amore, speranza e ottimismo.

Una delle più famose è senza dubbio la coppia di lampioni innamorati seduti su una panchina, ma c‘è anche la fata che gioca al gioco della settimana all’interno della fontana che si trova nella parte più alta del giardino.

Ci sono poi il pozzo con il principe ranocchio, il gatto che esce dal tombino, la damina che passa un tosaerba che fa crescere miracolosamente i fiori.

Scoprile tutte guardando le foto qui sotto.

L’Orto Botanico, tripudio di biodiversità

Vicino al Castello del Valentino, delimitato da un’ariosa cancellata, si trova l’Orto Botanico di Torino.

Orto Botanico dentro al Parco del Valentino di Torino

La sua storia comincia nel 1729 quando Vittorio Amedeo II di Savoia istituisce il Regio Orto Botanico allo scopo di coltivare e far conoscere le meraviglie del mondo vegetale.

Oggi questa preziosa eredità è custodita e valorizzata dal Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell’Università degli Studi di Torino.

Al suo interno potrai ammirare una parte allestita a giardino, all’ombra dei suggestivi padiglioni del Castello del Valentino, e una zona retrostante con un boschetto.

Il Giardino, tra aiuole e serre da tutto il mondo

Il giardino è caratterizzato da un viale centrale scandito da tre vasche, con antichi alberi monumentali e aiuole disposte in modo geometrico.

Potrai apprezzare piante di ogni tipo, divise per famiglie botaniche. Di sicuro ti colpiranno le piante officinali e tintorie nelle vasche in pietra a lato del viale, come pure la collezione di piante acquatiche nei vasi vicino all’ingresso.

Nel giardino troverai anche

  • l’alpineto, composto da aiuole rocciose che riproducono l’ambiente naturale di montagna;
  • la serra tropicale che offre lo spettacolo di molte  piante tropicali, come bromelie  e orchidee;
  • la serra delle succulente con cactus, agavi e tutte le piante che vivono in climi aridi;
  • la serra delle piante del Sud Africa che ripropone diversi ambienti naturalisti, per un totale di circa 500 specie importate dal Sud Africa;
  • il percorso del Vermouth, un’aiuola dedicata a tutte le specie botaniche che aromatizzano l’iconico vino nato a Torino.

Tutto questo in compagnia della simpatica oca Cornelio.

Oca dell'Orto Botanico di Torino

— Il Boschetto e i suoi alberi centenari

Il boschetto ospita invece alberi centenari, come un grande platano, tra i più antichi di Torino.

Qui puoi seguire percorsi diversi in base a una precisa specie del bosco, ma potrai anche ammirare uno stagno con numerose specie acquatiche e l’area dedicata agli antichi fruttiferi “Garnier-Valletti”, costituita da antiche varietà di piante da frutto, come peri e meli, ciliegi e pruni.

Informazioni utili sull’Orto Botanico

Ricorda che l’ingresso dell’Orto Botanico di Torino si trova in Viale Mattioli 25 ed è a pagamento.

Per maggiori informazioni sugli orari di visita, ti rimando al sito ufficiale dell’Orto Botanico.

Scopri monumenti, fontane e opere d’arte

Mentre passeggerai per il Valentino ti imbatterai in strani “arredi urbani”, come la meravigliosa Fontana dei Mesi, un solenne monumento equestre, un arco monumentale che nasconde un segreto e persino un’opera di street art che fa riflettere sul valore dell’acqua.

La Fontana dei Mesi, vera icona del parco

La Fontana dei mesi è la fontana più scenografica di Torino, sintesi perfetta tra la stravaganza dello stile neoroccocò e i primi accenni al sinuoso liberty.

fontana dei Mesi al Parco del Valentino di Torino

È composta da una grande vasca ovale, adagiata su un lieve pendio che scende verso il fiume Po, in Viale Matteo Maria Boiardo.

Due pennacchi d’acqua salgono fino a 20 metri d’altezza, donando refrigerio ai visitatori; mentre una piccola cascata parte da una terrazza ellittica su cui svettano quattro gruppi scultorei, raffiguranti i quattro fiumi di Torino.

Lungo le ali della balaustra in discesa ci sono poi le 12 statue femminili dei mesi che danno il nome alla fontana.

—> Oltre ad essere molto suggestiva, questa fontana ha davvero molto da raccontare. Scopri tutti i segreti della Fontana dei Mesi.

Il Monumento equestre di Amedeo di Savoia

All`interno del Parco del Valentino, nel piazzale in cui confluiscono i viali Boiardo, Ceppi e Medaglie D`Oro, puoi osservare il monumento dedicato ad Amedeo di Savoia Duca d’Aosta.

Monumento di Amedeo di Savoia a Torino

Il duca è raffigurato, poco più che ventenne, su un cavallo impennato durante la battaglia di Custoza, in cui si distinse per il coraggio a comando della brigata Lombardia.

Il gruppo equestre poggia su un alto basamento dove sono rappresentati tutti i personaggi più famosi di Casa Savoia, dal capostipite Umberto Biancamano a Vittorio Emanuele II.

Lo scultore Davide Calandra arricchisce poi il monumento con evocative vedute paesaggistiche: la Sacra di San Michele, il Monviso, Torino con il colle di Superga sullo sfondo.

Il Monumento all’Artigliere detto anche “Arco del Valentino”

A onor del vero, in città il monumento all’Artigliere è più conosciuto come “Arco del Valentino” perché si trova proprio all’ingresso del Parco del Valentino in corso Vittorio Emanuele II. 

E dire che non è affatto un caso che un monumento dedicato all’Arma di Artiglieria si trovi a Torino: è qui che è nato questo Corpo dell’Esercito ed è sempre qui che si sono sviluppate le industrie metallurgiche che hanno contribuito allo sviluppo tecnologico delle armi.

Monumento all'Artigliere

Per la sua progettazione lo scultore Pietro Canonica si è ispirato alla tipologia dell’arco trionfale, arricchito con gradinate di accesso, statue e motivi decorativi di gusto classico.

Ai quattro angoli ci sono dei gruppi scultorei dedicati ai vari reggimenti; mentre ai lati trovano posto due medaglioni allegorici: sulla sinistra il “Genio del Fuoco” e sulla destra il “Genio dell’aria”.

All’interno dell’arco svetta la statua di Santa Barbara, patrona degli Artiglieri; sui fianchi invece ci sono due grandi lapidi che riportano i nomi di artiglieri decorati con medaglie d’oro al valore militare.

C’è ancora una cosa molto interessante che devo assolutamente raccontarti.

Nel 2005 il monumento è stato restaurato e in occasione di questo intervento sono stati scoperti due vani all’interno dell’arco che custodivano una serie di lastre fotografiche realizzate da Armando Dupont negli anni Trenta.

Questo fotografo era stato incaricato di sorvegliare il monumento nelle ore notturne e così si era servito dei due minuscoli ambienti dentro l’arco come casa e camera di sviluppo.

Le lastre fotografiche ritrovate ci hanno restituito immagini che raccontano inedite scene di vita quotidiana di una Torino vivace, completamente ignara dell’imminente ritorno della guerra.

—> Attualmente il monumento è in fase di restauro.

Le lacrime piene di significato del murale di Hula

Il murale “Lau Hala” fa parte del progetto Toward 2030. What are you doing?, nato per divulgare gli obiettivi che si è prefissato l’ONU entro il 2030 in favore dello sviluppo sostenibile in tutto il mondo.

II murale di viale Virgilio fa riferimento all’obiettivo n. 6 che vuole garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie.

Sulla parete esterna dell’Orto Botanico, lo street artist Hula ha raffigurato una delle sue caratteristiche figure femminili dai tratti iperrealisti nei pressi di un corso d’acqua, per lui simbolo del rapporto ancestrale tra l’umanità e l’acqua.

“Lau Hala” di Hula dentro al Parco del Valentino di Torino

Nel murale di Torino la donna porta in viso i simboli polinesiani della “Lau Hala”: le gocce blu rappresentano l’acqua pulita, ma paiono anche delle lacrime per ricordare a tutti quanto sia urgente il bisogno universale di poter disporre di acqua potabile e di adeguate condizioni igienico sanitarie.

Incontra gli scoiattoli e gli animali del parco

I protagonisti indiscussi del parco sono gli scoiattoli: quasi addomesticati, non esiteranno ad avvicinarsi sperando di ricevere un paio di noccioline. Li incontrerai dappertutto, mentre si arrampicano sugli alberi o mentre scorrazzano tra i prati, inseguendosi l’uno con l’altro.

Scoiattolo al Parco del Valentino di Torino

Ma ci sono tanti altri animali che puoi vedere nel parco.

Ad esempio, i cavalli della scuderia della Polizia di Stato. Se sei fortunato, vedrai sbucare le loro teste dai box che danno su viale Virgilio.

Un altro luogo che attira sempre l’attenzione di grandi e piccini è anche il laghetto recintato in viale Crivelli, all’interno del Giardino Roccioso.

Laghetto con animali al Parco del Valentino di Torino

Qui convivono pacificamente anatre, germani reali, folaghe e gallinelle d’acqua. Ma non solo. Negli ultimi tempi troverai anche famiglie di nutrie, mammiferi roditori che ricordano dei castori. E non ti stupire se ti capiterà di vedere anche degli aironi cinerini.

Curiosità e luoghi segreti nel parco

La passeggiata dentro il parco del Valentino è piena di sorprese. Immagina di imbatterti in un vero sommergibile “incagliato” nel prato o in un grazioso villino che sembra uno chalet.

Visita guidata dentro al Sommergibile Provana

All’interno del Parco del Valentino di Torino, all’altezza del Ponte Isabella, si trova uno dei più importanti reperti storici navali d’Italia, il sommergibile Andrea Provana.

Parco del Valentino - Sommergibile Provana

Oltre che a fotografarlo dall’esterno, puoi anche visitarlo al suo interno.

Basta prenotare una visita guidata gratuita, contattando l’Associazione Nazionale Marinai d’Italia (ANMI) di Torino a questo indizio mail: anmitorino@gmail.com

Durante la visita potrai provare cosa vuol dire percorrere i suoi stretti corridoi, come facevano il comandante e i suoi marinai.

Inoltre visiterai la cabina di comando e la cella di riposo del comandante; e scoprirai il sistema di valvole che serviva per manovrarlo, insieme al meccanismo di riempimento e svuotamento delle cavità laterali che permetteva al sommergibile di immergersi e risalire in superficie.

Vedrai anche la scaletta che conduce all’elemento più popolare di un sommergibile, ovvero il periscopio grazie a cui è possibile osservare ciò che accade fuori.

Infine, all’esterno ti verranno mostrati i siluri originali e una mina navale, per poi completare la visita nel piccolo Museo Marittimo, ricco di fotografie e reperti interessanti sulla storia del sommergibile.

Il Villino Caprifoglio che pare uno chalet

Villino Caprifoglio è una strana casetta in viale Medaglie d’Oro 88, all’interno del Parco del Valentino di Torino.

Villino Caprifoglio a Torino

Ti colpirà subito per la struttura in muratura arricchita da un’intelaiatura in legno e per il tetto spiovente con una cornice intarsiata, che ricordano uno chalet svizzero.

Appena restaurato, è diventato la sede operativa di Campo Base, uno spazio di co-working solidale, promosso dall’associazione 1 Caffè Onlus di Beniamino Savio e Luca Argentero.

Villino Caprifoglio è anche una delle due sedi del progetto “Biblioteca condivisa e diffusa” nato per salvare i libri usati dall’abbandono e dal macero.

La storia del parco e i progetti per il futuro

Il Parco del Valentino conserva una lunga storia piena di sorprese. A cominciare dall’origine misteriosa del suo nome per arrivare all’epoca d’oro delle Grandi Esposizioni, che ha lasciato preziose eredità.

Ma il parco guarda anche al futuro. Sta infatti continuando a cambiare, grazie a importanti interventi di riqualificazione in corso, che promettono di renderlo ancora più speciale e unico al mondo.

Perché il Parco del Valentino si chiama così

Non si sa con certezza perché il Parco del Valentino si chiami così. Però posso riportarti una serie di ipotesi, più o meno comprovate da documenti storici.

Da un documento del 1272 scopriamo che nel Medioevo questa zona era già conosciuta col nome latino di Valentinum, per indicare quanto il posto fosse salubre e benefico per la salute.

Inoltre, secondo alcuni cronisti, in questa località esisteva una cappella dedicata a San Valentino, in cui forse erano conservate alcune reliquie del santo poi trasferite nella chiesa parrocchiale di San Vito, sull’altra sponda del fiume, proprio di fronte al parco.

Esiste poi l’ipotesi secondo cui il nome derivi da Valentina Balbiana che insieme al marito Renato Birago fa costruire una villa sul fiume a partire dal 1543. Questa residenza sarà il nucleo originale del futuro castello del Valentino.

Come nasce il “Central Park” di Torino

A inizio Cinquecento la zona del Valentino inizia a prendere forma a partire da una villa sul Po fatta costruire dalla famiglia Birago; poi il duca Emanuele Filiberto di Savoia acquista tutta la proprietà verso la metà del secolo.

Quando a metà Seicento viene costruito il Castello di Cristina di Francia, l’area passa da essere un semplice parco fluviale sul Po a ospitare una residenza sabauda con raffinati giardini.

Tuttavia il Parco del Valentino come lo conosciamo oggi nasce nella seconda metà dell’Ottocento, quando il Comune decide di realizzare il primo parco pubblico di Torino per ossigenare una città in pieno sviluppo e sempre più popolosa.

Nel 1854 viene quindi indetto un concorso ufficiale, vinto dal giardiniere Jean-Baptiste Kettmann con un progetto che si ispira ai principi del cosiddetto parco “all’inglese”.

Il Valentino diventa così un parco paesaggistico, senza la presenza di elementi geometrici come nei giardini alla francese, ma con rigogliosi elementi naturali, come prati e boschetti, che si accostano con elementi quali grotte, ruscelli, laghetti, cespugli e pergolati.

L’impressione è quella di ritrovarsi in ambiente molto naturale, con angoli inattesi e pittoreschi, dove la mano dell’uomo è ben nascosta.

Le trasformazioni del parco con le Grandi Esposizioni

Oltre che luogo prediletto per lo svago dei torinesi, il Parco del Valentino si rivela quasi subito la perfetta ambientazione per le grandi Esposizioni nazionali e internazionali fino al 1961.

— In occasione dell’Esposizione generale italiana del 1884  viene costruito il Borgo medievale.

La fontana dei Mesi e il Villino Caprifoglio sono invece un’eredità dell’Esposizione del 1898.

— Il primo nucleo di Torino Esposizione risale al 1911, in occasione dell’Esposizione internazionale delle Industrie e del Lavoro.

Il Giardino roccioso e il roseto sono poi il ricordo della mostra floreale Flor ’61 ed Euroflora ’65.

Importanti progetti di riqualificazione in corso

Se in questo periodo ti capiterà di trovare zone del parco del Valentino interessate da cantieri, abbi pazienza che il risultato di questi interventi promette bene.

Sono in corso dei lavori di rinnovamento, facenti parte di un più grande intervento da 166 milioni di euro, finanziato totalmente con fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (il famigerato PNRR) che riguarda:

  • la riqualificazione del Padiglione Nervi di Torino Esposizioni con la creazione della nuova Biblioteca Civica;
  • il recupero del vicino Teatro Nuovo su corso Massimo d’Azeglio;
  •  il restauro del Borgo Medievale;
  • il ripristino della navigazione sul fiume Po, nel tratto tra i Murazzi e Moncalieri;
  • e la completa risistemazione del parco.

È già stata realizzata la pedonalizzazione del parco, consistente nella rimozione dell’asfalto per far posto una nuova pavimentazione in cemento drenante.

Inoltre è stata diminuita la larghezza dei viali per liberare circa 20 mila mq da trasformare in prati, con la messa a dimora di più di 500 alberi nuovi.

Sono ancora in corso i lavori in piazza Rita Levi Montalcini (quella adiacente a Torino Esposizione) e nell‘area di fronte alla Fontana dei Mesi.

Altre idee per continuare a rilassarti all’aria aperta

Se ti piace camminare nel verde, allora scopri gli altri parchi pubblici della città.

Se vuoi esplorare altri tratti lungo il fiume, fatti ispirare da questi tre itinerari lungo il Po.

Se invece vuoi continuare a stare all’aria aperta, ecco altri spunti per goderti la città.

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