I 6 grattacieli di Torino che hanno cambiato la città (non senza polemiche)

Scopri come i grattacieli di Torino abbiano cambiato la città sfidando non solo l'altezza, ma anche la resistenza dei suoi cittadini. Dalla Mole Antonelliana, regina dello skyline, al Grattacielo della Regione Piemonte che le ha rubato il primato in altezza.
Grattacieli Torino

Indice

Per secoli Torino è stata una città “orizzontale”, dominata dalla omogeneità in altezza dei suoi eleganti palazzi.

Poi, a fine Ottocento arrivò la Mole Antonelliana, e fu subito accettata come perfetta “eccezione che conferma la regola”, e da allora considerata la regina indiscussa dello skyline cittadino.

Nel Novecento però i venti della modernità portarono la moda dei grattacieli anche a Torino, cogliendo totalmente impreparati i suoi abitanti per le loro altezze e architetture.

In questa guida ti farò conoscere i grattacieli più famosi seguendo l’ordine cronologico proprio per spiegarti le piccole rivoluzioni che hanno generato, uno dopo l’altro, in una città così attaccata alla sua storia e alla sua “estetica”.

Ti racconterò la loro storia, ti spiegherò l’innovazione delle loro architetture e ti darò tutti gli strumenti per partecipare all’ormai classico dibattito torinese “Grattacieli sì o no?”

La Mole Antonelliana, che riscattò Torino non più capitale d’Italia

Mole Antonelliana Torino

Non è affatto un grattacielo, ma ho deciso di inserire la Mole Antonelliana in questo elenco perché fino a qualche tempo fa è stato l’edificio più alto di Torino, grazie ai suoi 167, 5 metri di altezza.

E poi, è senza dubbio una delle costruzioni più ardite dell’Ottocento, un edificio a tratti visionario, una vera sfida alle leggi della fisica, in sola muratura, senza l’uso di alcuna struttura in ferro.

Pensa che all’inizio doveva essere una sinagoga, ma l’ambizione verso il cielo del suo inventore, il geniale Alessandro Antonelli, portò i prezzi ad aumentare così tanto che la comunità ebraica di Torino si tirò indietro.

Siamo nel 1869 quando i lavori vennero interrotti con la Mole a 70 metri, ma per fortuna i torinesi ne erano già affezionati, come se avessero intuito che quell’edificio poteva ridare lustro alla città. Erano infatti passati quattro anni da quando le era stato strappato il ruolo di capitale d’Italia ed era arrivato il momento di riprendersi la scena.

La stravagante e ingegnosa opera di Antonelli prometteva bene e il Comune decise di continuare il cantiere.

Mai scelta fu più azzeccata. Per lungo tempo i torinesi si sono vantati di avere l’edificio in muratura più alto del mondo.

Oggi è senza dubbio il simbolo più conosciuto di Torino, ma anche una delle costruzioni più originali di sempre, con una sagoma così particolare da risultare inconfondibile.

Osservandola dal basso pare un tempio della classicità, ma poi una strana cupola allungata si innalza sempre più verso il cielo, fino ad assottigliarsi in una specie di guglia gotica.

E come se non bastasse, dal 2000 la Mole ospita il Museo Nazionale del Cinema, tra i più importanti musei del cinema del mondo.

Un’accoppiata davvero vincente, a cui va aggiunto anche un bonus molto suggestivo: ovvero la possibilità di ammirare una delle più belle visuali di Torino dall’alto, da una terrazza panoramica a 85 metri d’altezza, grazie a un vertiginoso ascensore vetrato che sale dentro la cupola della Mole.

—>È arrivato il momento di passare al secondo grattacielo, ma sappi che ci sono ancora tantissime curiosità sulla Mole Antonelliana che puoi scoprire in questa guida.

La Torre Littoria e la sua irruzione nel cuore di Torino

Grattacieli di Torino - Torre Littoria

All’incrocio tra Piazza Castello e via Viotti svetta la Torre Littoria, il primo grattacielo di Torino, costruito in stile razionalista dall’architetto Armando Melis de Villa e dall’ingegnere Giovanni Bernocco nel 1934.

All’inizio doveva essere realizzato in piazza XVIII Dicembre, dove oggi c’è un altro grattacielo, quello della RAI. Ma alla fine si scelse l’attuale collocazione visto che lì vicino era iniziata la trasformazione di via Roma, sempre seguendo i nuovi canoni razionalisti.

Non  solo. L’edificio avrebbe dovuto ospitare la sede nazionale del partito fascista, quindi forte è il sospetto che dietro a questa scelta ci fosse anche la volontà di contrapporsi agli edifici barocchi di piazza Castello, da sempre simbolo del potere dei Savoia.

Ad ogni modo, il grattacielo non ospitò mai il partito di Mussolini, ma diventò di proprietà della Reale Mutua Assicurazioni, che ne aveva finanziato completamente la costruzione.

L’insegna presente al suo ingresso ci dice che n’è tuttora proprietaria. Per la precisione, oggi la Torre Littoria è sede di uffici, di studi professionali e di esclusivi appartamenti privati in affitto.

L’edificio si compone di due parti:

-un corpo più basso di 9 piani lungo via Viotti e via Cesare Battisti, con modanature orizzontali in travertino chiaro che si alternano ad ampie finestre intervallate da campiture a fasce in mattone rosso.

– e da una torre di 19 piani, che svetta con forza su Piazza Castello, con i suoi 87 metri di altezza, che diventano 109 con l’antenna metallica che c’è in cima.

Dettaglio particolare: l’angolo tra le due vie si smussa, creando una specie di corrispettivo ai tondeggianti balconi angolari della torre.

Ci troviamo di fronte a un tipico esempio di architettura razionalista, totalmente concentrata sulla funzionalità a danno dei canoni estetici. Insomma, una sorta di nemesi dell’eleganza e della regolarità degli edifici barocchi che la circondano.

Proprio per questo motivo, nel corso degli anni i torinesi non hanno lesinato con gli appellativi ironici: da “pugno nell’occhio” a “il dito di Mussolini” fino a “il telefonino”.

Tuttavia, per i suoi tempi la Torre Littoria era un vero modello di avanguardia tecnologica non solo per l’impiego di materiali innovativi come il vetrocemento, il clinker e il linoleum, ma soprattutto per la struttura portante in acciaio, impiegata per la prima volta a Torino.

In pratica, la Torre Littoria è il primo edificio della città ad avere uno scheletro di base d’acciaio, poi rivestito da un involucro in mattoni.

Il grattacielo Lancia, simbolo di Torino capitale dell’automobile

Grattacieli Torino - Grattacielo Lancia

Il grattacielo Lancia, conosciuto anche come Palazzo Lancia, viene realizzato nella via omonima alla fine degli anni ‘50 per volere dell’imprenditore Gianni Lancia.

Infatti gli stabilimenti della sua famosa casa automobilistica si trovavano proprio in questa zona, e il grattacielo viene costruito con la doppia funzione di radunare gli uffici amministrativi in un’unica sede e di collegare gli impianti industriali.

Da questo momento in poi, il Grattacielo Lancia diventa il simbolo per eccellenza di tutto il quartiere di Borgo San Paolo.

Ma i momenti floridi non durano per sempre, la Lancia entra in crisi e nel 1969 la FIAT subentra come proprietaria dell’edificio e di tutti gli stabilimenti produttivi. Lo rimarrà fino al 2005.

Oggi, dopo un lungo periodo confuso, il grattacielo è occupato da uffici, pur conservando la struttura originaria del primo piano, con caratteristiche travi in cemento a struttura triangolare.

In corso è il tentativo di riprendersi il ruolo di epicentro per tutta la zona limitrofa, a sua volta completamente riconvertita in un nuovo quartiere residenziale e terziario, a seguito della demolizione di tutta l’area industriale.

Ora osserviamolo insieme. Costruito negli anni ‘50 su progetto dell’architetto Nino Rosani, il Grattacielo Lancia svetta in Borgo San Paolo con i suoi 70 metri di altezza.

Entrambe le facciate principali sono animate da ampie vetrate a specchio che scandiscono i 17 piani; quelle laterali sono invece caratterizzate da finestre a incasso lungo tutta l’altezza dell’edificio.

L’elemento che però stupisce di questo grattacielo è il fatto di ergersi a cavallo della sottostante via Vincenzo Lancia, grazie a una specie di galleria che permette il transito di auto e mezzi pubblici. 

Il trucco sta nella struttura a ponte fatta di travi reticolari in cemento armato poggianti su due basi. In questo modo il Grattacielo è diventato un elemento di connessione tra i circostanti insediamenti industriali della Lancia.

Ma non ti ricorda anche un altro grattacielo famoso?

Sì, sto parlando del famoso Grattacielo Pirelli di Milano realizzato dall’architetto Giò Ponti. E infatti l’architetto Rosani collabora proprio con lui al progetto di Palazzo Lancia.

A parte per la somiglianza dell’esterno, il tocco di Giò Ponti si vede nella disposizione interna degli ambienti: gli uffici si trovano lungo le due facciate vetrate; e le sale di servizio, le scale e gli ascensori ai lati.

A proposito di ascensori, durante il suo periodo d’oro il grattacielo fu dotato di un strano ascensore continuo senza porte di chiusura (chiamato “paternoster”). In pratica il personale vi entrava e usciva “al volo” cogliendo l’attimo.

Se vuoi capire come funzionava, guarda questo video sul paternoster del Grattacielo Lancia.

Il Grattacielo Pietro Micca ex-RAI

Grattacielo RAI - Fotografia di Fabrizia Di Rovasenda, 2010. ©MuseoTorino
Fotografia di Fabrizia Di Rovasenda, 2010. ©MuseoTorino

Siamo in via Cernaia 33, ad angolo con piazza XVIII dicembre, e di fronte a noi c’è il grattacielo che avrebbe dovuto ospitare la sede nazionale della Rai, a partire dalla fine degli anni Sessanta.

Ho usato il condizionale perché nel corso degli anni dalle gloriose aspettative legate all’emittente televisiva si è passati al suo progressivo abbandono, man mano che gli uffici della RAI si sono trasferiti a Roma.

Ad aggravare la situazione anche un necessario e costosissimo intervento di bonifica, visto l’uso spasmodico che si è fatto dell’amianto nella sua costruzione, quando ancora si era ignari della sua tossicità.

La svolta verso tempi migliori è però cominciata nel 2021 quando il gruppo Ipi Immobiliare l’ha acquistato facendosi carico dell’onerosa bonifica e progettando un cantiere di ristrutturazione vero e proprio, per poter ospitare uffici, sale convegni e residenze di lusso.

Questi lavori sono tutt’ora in corso, ci vorrà anche del tempo. Intanto però il grattacielo ha avuto la nuova intitolazione di Grattacielo Pietro Micca.

Ora però concentriamoci sul suo valore architettonico.

I suoi ideatori, Aldo Morbelli e Domenico Morelli, progettano un parallelepipedo alto 72 metri, con 19 piani fuori terra, appoggiato su un basamento più basso, di cinque/sei livelli, che occupa l’intero isolato.

Se osserviamo invece il tetto, troviamo una terrazza coperta da una pensilina. Lassù il panorama dev’essere bellissimo.

Se lo sviluppo in altezza stride palesemente con gli edifici che lo circondano, almeno il portico su via Cernaia cerca di essere un elemento di continuità con il contesto preesistente.

Per quanto riguarda la tecnica costruttiva, la struttura portante è lintelaiatura in acciaio ed è a vista; invece la parete esterna è un rivestimento continuo in vetro e alluminio perché non deve reggere il carico dell’edificio.

Insomma siamo di fronte a un edificio imponente, a tratti problematico, ma che ha il potenziale di diventare un valore aggiunto in una parte della città decisamente in espansione, grazie al vicino grattacielo di Intesa San Paolo e alla nuova stazione di Porta Susa.

Il Grattacielo San Paolo, il più “green” d’Europa

Grattacieli Torino - Grattacielo Intesa San Paolo

È dal 2015 che il Grattacielo di Intesa Sanpaolo svetta ad angolo tra la stazione ferroviaria di Porta Susa e corso Vittorio Emanuele II.

Siamo in una zona caratterizzata da profondi cambiamenti, dalla nuova stazione di Porta Susa al restyling del vicino grattacielo orizzontale della Provincia, fino al completamento del grande viale della Spina 2, creato dopo l’interramento dell’antico passante ferroviario.

L’edificio porta nientemeno che la firma dell’architetto Renzo Piano, già famoso a Torino per la ristrutturazione del Lingotto.

Il progetto iniziale lo vedeva svettare intorno ai 200 metri di altezza, ma nel centro storico di Torino vige il divieto di superare in altezza la Mole Antonelliana e quindi il grattacielo si abbassa fino ai 167,25 metri, di appena 25 cm più basso della Mole.

Naturalmente al suo interno ci sono gli uffici del gruppo bancario, ma ci sono anche molti spazi destinati alla collettività, a cominciare da un auditorium sospeso, che ha una platea che si può trasformare in modo da ospitare eventi di diverso tipo.

Ci sono anche sei piani interrati che ospitano un giardino ipogeo, un asilo nido, un ristorante aziendale e tre piani di parcheggi.

Il pezzo forte è però il tetto-giardino a 150 metri d’altezza, una serra bioclimatica di 15 mila mq che aiuta a regolare la temperatura interna in modo naturale.

Ed immersi in questo giardino rigoglioso ci sono pure

  • un ambiente per presentazioni ed esposizioni, chiamato “Spazio Trentacinque;
  • Piano 35, il rinomato ristorante dello chef pluristellato Marco Sacco, nonché il ristorante più alto d’Italia;
  • e un lounge bar dal panorama spettacolare.

Questo grattacielo è veramente all’avanguardia dal punto di vista della sostenibilità ambientale, tanto da aver ottenuto numerosi riconoscimenti e premi a livello internazionale.

Il grattacielo consuma infatti energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili certificata e ha 1.600 mq di pannelli fotovoltaici installati sulla facciata sud; inoltre le pareti del lato est e ovest hanno un sistema motorizzato di lamelle di cristallo che si aprono e chiudono grazie a dei sensori che rilevano le variazioni climatiche; l’acqua piovana viene raccolta e usata per innaffiare la serra e infine il sistema di illuminazione si autoregola in base alla quantità di luce naturale e alla presenza o meno di persone.

Il Grattacielo Piemonte, più alto della Mole Antonelliana

Grattacieli di Torino - Grattacielo Regione Piemonte Torino

All’inizio del 2000 la Regione Piemonte decide di accorpare in un’unica sede tutti i suoi uffici sparsi per la città.

Viene quindi indetto un concorso pubblico a cui partecipano tantissimi architetti di fama internazionale. A vincere è il progetto di Massimiliano Fuksas, che prevedeva un parallelepipedo vetrato alto 100 metri da costruirsi in Borgo San Paolo, tra corso Lione e corso Mediterraneo.

La successiva Giunta Regionale cambia però idea sulla collocazione, scegliendo la zona di via Nizza vicino all’Oval e al Lingotto, in modo da riqualificare l’intera area ex industriale.

E così, nel 2007 l’architetto Fuksas presenta un nuovo progetto con un grattacielo alto il doppio, tra i 180/200 metri. Ottenuta l’approvazione, i lavori partono nel 2011.

Tuttavia, come capita spesso nel nostro Paese, dove c’è un grande cantiere nasce immediatamente una lunga vicenda giudiziaria riguardante l’appalto, le spese sostenute e così via.

Non mi dilungo sui dettagli, ma resta il fatto che i lavori subiscono ritardi su ritardi, anche per via di una serie di intoppi di tipo tecnico.

Pensa che l’inaugurazione ufficiale arriva solo 11 anni dopo l’inizio del cantiere, precisamente il 14 ottobre 2022, mentre il trasferimento degli uffici è stato completato nel giugno 2023.

Alla fine l’architetto Fuksas ha persino disconosciuto la paternità dell’opera, ma il risultato è comunque importante.

Basti pensare che con i suoi 205 metri di altezza, il Grattacielo Piemonte -così l’hanno battezzato-  è il terzo grattacielo più alto in Italia.

Ma soprattutto è l’edificio più alto della città, surclassando la Mole Antonelliana di quasi 40 metri.

Inoltre è un inequivocabile modello di innovazione tecnologica dal punto di vista della messa in sicurezza, della riduzione dei consumi e dell’efficienza energetica, al punto di disporre di un proprio impianto per la produzione e la diffusione dell’energia, oltre che a 1000mq di pannelli fotovoltaici sulla facciata sud.

A livello strutturale è composto da quattro complessi principali con funzioni precise:

  • la Torre ospita gli uffici della Regione Piemonte;
  • c’è una Corte interrata su due livelli che ha funzione di servizio;
  • è stato anche realizzato un Centro Servizi/Centro Congressi con collegamento diretto alla Torre grazie a un’apposita passerella;
  • infine, adiacente al Centro Servizi si trova l’Edificio polifunzionale, occupato dall’Ufficio stampa e dall’Ufficio Relazioni con il Pubblico.

Realizzata in cemento armato e vetro, la Torre è costituita da 43 piani, 41 fuori terra e 2 sotto il livello stradale, ma affacciati sullo spazio della corte interrata.

Fino al 39° piano ci sono gli uffici regionali, pensati per il benessere dei dipendenti. Ad esempio, il numero di postazioni presenti è inferiore alla capienza potenziale dell’edificio, in modo da creare un ambiente più confortevole per tutti.

Il 40°piano ospita invece gli uffici del Presidente della Regione Piemonte.

E per finire, all’ultimo piano è stato creato un giardino, con piante ed essenze tipiche regionali, da quelle di montagne a quelle collinari, fino a quelle di pianura.

Accanto al Grattacielo comincia poi una passeggiata ciclopedonale, in parte coperta da pannelli fotovoltaici, che collega in pochi minuti via Nizza alla stazione ferroviaria Torino-Lingotto, unendo così i due quartieri Nizza Millefonti e Lingotto.

L’acceso dibattito “Grattacieli sì o no?”

Come avrai notato, ti ho parlato dei grattacieli di Torino facendo leva soprattutto sui loro punti forti rispetto ai lati negativi.

Ma Torino è una città particolare, con uno skyline così regolare e armonioso da accettare di buon grado solo una regina indiscussa come la Mole Antonelliana.

E infatti, tutti i grattacieli che sono arrivati dopo di lei hanno pagato dazio. Molti torinesi probabilmente non li accetteranno mai, etichettandoli solo come “obbrobri”. 

Forse è un modo di difendere l’unicità architettonica della propria città. Forse c’è la paura che l’architettura contemporanea snaturi una collettività che ha origini antiche. O forse ancora, non piacciono esteticamente e fine.

Per quanto mi riguarda, devo ancora decidere se mi piacciono o meno. Di sicuro mi incuriosiscono, ma questo può essere dovuto alla mia deformazione professionale, che mi impedisce di “bollare” negativamente qualsiasi manifestazione architettonica, senza averla prima analizzata.

Per questo motivo, ho cercato di mostrarteli a 360 gradi in modo da darti l’opportunità di arrivare a dire “grattacielo sì, grattacielo no”, con tutti gli elementi a disposizione.

Dove sono i grattacieli di Torino?

Ecco gli indirizzi dei grattacieli più famosi di Torino:

– La Mole Antonelliana è in Via Montebello 20;

– La Torre Littoria è in Piazza Castello 111;

– Il Grattacielo Lancia è in Via Vincenzo Lancia 27;

– Il Grattacielo Pietro Micca (ex-RAI) è in Via Cernaia 33;

– Il Grattacielo Intesa Sanpaolo è in Corso Inghilterra 3;

– Il Grattacielo della Regione Piemonte è in Piazza Piemonte 1.

–> Qui sotto trovi una mappa realizzata con My Maps di Google Maps che ti mostrerà dove sono i grattacieli più famosi di Torino.

In questo modo potrai destreggiarti senza problemi, tappa dopo tappa.

—> Se invece desideri osservare i grattacieli di Torino dall’alto, magari confrontandoli con il resto del skyline della città, ecco la mia guida dedicata ai principali punti panoramici della città.

Quali sono i grattacieli più alti di Torino?

Per concludere ti lascio la classifica dei grattacieli più alti di Torino.

  1. Grattacielo Piemonte: 205 m
  2. Mole Antonelliana: 167,50 m
  3. Grattacielo Intesa Sanpaolo: 167,25 m
  4. Torre Littoria: 109/87 m (con/senza antenna)
  5. Torre Michelin Nord 2: 78 m
  6. Grattacielo del CTO: 75 m
  7. Grattacielo RAI: 72 m
  8. Residenza La Torre: 70 m
  9. Torri di Vittorio: 70 m
  10. Grattacielo Lancia: 70 m
  11. Palazzo della Provincia: 65 m
  12. Torre BBPR: 60 m

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