Torino non ha il mare, ma offre comunque delle suggestive passeggiate lungo le sponde del Po, in cui puoi staccare dai ritmi frenetici di tutti i giorni e scoprire la città in modo diverso, seguendo il corso del fiume.
Il Lungo Po di Torino non è un unico percorso sempre uguale, le variazioni di luce e l’alternarsi delle stagioni rendono le passeggiate sempre diverse.
Pertanto ti propongo tre itinerari diversi lungo il Po e ti aiuto a scegliere quello che può essere più adatto a te.
Quale passeggiata lungo il Po fa per te?
Ecco una tabella orientativa per aiutarti a scegliere l’itinerario lungo il Po più adatto a te.
| Itinerario | Fa per te se… |
|---|---|
| Itinerario 1. Da Piazza Vittorio Veneto al Ponte Isabella | vuoi cercare i panorami più belli verso la collina e il Parco del Valentino. |
| Itinerario 2. Da Piazza Vittorio Veneto al Ponte Regina Margherita e ritorno | vuoi osservare il Po da diverse prospettive, con un percorso su più livelli. |
| Itinerario 3. Da Piazzale Regina Margherita al Ponte di Sassi e ritorno | vuoi scoprire un tratto del Po meno conosciuto e più insolito. |
Itinerario 1. Da Piazza Vittorio Veneto al Ponte Isabella
La passeggiata più panoramica tra le due sponde del Po
Informazioni rapide sul percorso
- Lunghezza: circa 4,5–5 km
- Tempo di percorrenza: circa 1 ora e mezza – 2 ore (con soste per foto e panorami)
- Partenza: Piazza Vittorio Veneto / Lungo Po Armando Diaz
- Arrivo: Ponte Isabella
- Tappa extra: Parco del Valentino (3 km in più fino al ritorno in piazza Vittorio Veneto))
Le tappe dell’itinerario
- Lungo Po Armando Diaz
- Murazzi del Po Gipo Farassino
- Ponte Umberto I
- Parco dedicato ai caduti dei lager nazisti
- Circolo di Canottaggio Eridano
- Ponte Isabella
- Tappa extra: Parco del Valentino
Mappa
Descrizione dell’itinerario
Il primo itinerario comincia dal lungo Po Armando Diaz.
Lo puoi imboccare da piazza Vittorio Veneto, girando a destra prima del Ponte Vittorio Emanuele I.
Quasi fossi su una balconata, affacciati dai cosiddetti “Murazzi”, li chiamiamo così i muraglioni in pietra che fungono da argine alle piene del fiume.
Pensa che un tempo servivano anche come approdo e rimessa delle barche che navigavano lungo il Po. Oggi invece il fiume è solcato dalle canoe degli storici circoli di canottaggio di Torino.



— A questo punto, se hai voglia di costeggiare il Po da più vicino, scendi da una delle doppie rampe che conducono sulla banchina a pelo d’acqua. Si tratta dei Murazzi del Po intitolati a Gipo Farassino.
Da qui è veramente suggestivo vedere il Po che scorre sotto le arcate del Ponte Vittorio Emanuele I, così come osservare il verde della collina specchiarsi sul fiume.
Fermati un attimo e partendo da sinistra osserva la sponda opposta.
Nota la costruzione chiara del ristorante Esperia; poi c’è il Monte dei Cappuccini dove svetta la chiesa di Santa Maria del Monte; e più in là, trovi ancora il circolo sportivo PoDiCiotto per il calcio a 5 e la sede della Società canottieri Caprera, uno dei circoli remieri più antichi d’Italia.

Durante il giorno questo lungo Po offre un’atmosfera davvero rilassante, quasi si riposasse in attesa della sera quando cambia abito e diventa uno dei luoghi preferiti della movida torinese.
Se le prime arcate ospitano locali con colorati dehors lungo il fiume, le ultime sette sono interessate da un importante progetto di riqualificazione. L’idea è quella di creare un nuovo “centro fluviale” con una serie di servizi da integrare con il ripristino della navigazione sul fiume prevista per il 2027.
— Ora prosegui fino al Ponte Umberto I.
Ti colpirà per il suo essere così grandioso nei suoi 23 metri di altezza, ma anche armoniosamente impreziosito da quattro gruppi scultorei di gusto eclettico. All’imbocco di corso Vittorio abbiamo la Pietà e il Valore di Luigi Contratti; mentre verso corso Fiume ci sono l’Arte e l’Industria di Cesare Reduzzi.

— Percorrilo fino a raggiungere l’altra sponda e poi prendi il lungo Po sulla destra, parallelo a corso Moncalieri.
Scegli la stradina che corre lungo il fiume ed entra nel Parco ai Caduti dei Lager Nazisti.
Qui puoi anche ammirare alberi molto rari, come due grandi noci del Caucaso, ma il punto più ameno è una specie di radura a semicerchio, in cui puoi farti incantare da un’insolita visuale del Castello del Valentino.

Ti troverai infatti di fronte alla facciata del castello che affaccia sul Po, quella originale, realizzata nel Seicento, in stile tipicamente barocco, con i mattoni a vista e la doppia rampa di scale.

— Supera poi la struttura dello storico circolo di canottaggio Eridano, cammina sotto alle suggestive chiome dei platani disposti a viale e raggiungi un’altra affascinante banchina lungo il Po.

Dall’altra parte del fiume, il verde del Parco del Valentino, la vista sul Borgo Medievale, le increspature del fiume al passaggio delle canoe, tutto parteciperà a creare un’atmosfera incantevole. Ancora più speciale se all’ora del tramonto.

— Per finire, prendi la scaletta che conduce su corso Moncalieri e sali sul Ponte Isabella.

A destra ti aspetta uno scorcio sul fiume che ha come punto di fuga il profilo inconfondibile della Mole Antonelliana; invece a sinistra, se la giornata è tersa, goditi anche la sagoma triangolare del regale Monviso.
— Se desideri tornare al punto di inizio dell’itinerario non ripercorrendo la passeggiata a ritroso, puoi attraversare il ponte e proseguire all’interno del Parco del Valentino, fino a ricongiungerti al lungo Po Armando Diaz, dopo l’incrocio con corso Vittorio Emanuele II.
Itinerario 2. Da Piazza Vittorio Veneto al Ponte Regina Margherita, e ritorno
Un percorso ad anello a tre livelli sul Po
Informazioni rapide sul percorso
- Lunghezza: circa 3,5 km
- Tempo di percorrenza: circa 1 – 1 ora e mezza (con soste per foto e panorami)
- Partenza: Piazza Vittorio Veneto
- Arrivo: Piazza Vittorio Veneto (percorso ad anello)
Le tappe dell’itinerario
- Murazzi del Po Ferdinando Buscaglione
- Ponte Regina Margherita
- Lungo Po Macchiavelli
- Lungo Po Cadorna
- Piazza Vittorio Veneto
Mappa
Descrizione del percorso
Il secondo itinerario parte di nuovo da piazza Vittorio Veneto, ma questa volta devi girare a sinistra prima del ponte Vittorio Emanuele I, per percorrere il lato dei Murazzi intitolato a Ferdinando Buscaglione.
Qui il Po non è il fiume calmo e adatto al canottaggio del Lungo Po Armando Diaz, ma si fa più dinamico grazie a una piccola diga, diventata luogo prediletto di numerosissime colonie di uccelli acquatici: gabbiani, cormorani, aironi, anatre e così via.

In compagnia di tutti questi volatili, preparati a uno dei scorci più famosi di Torino. Oltre il ponte, puoi infatti ammirare la maestosa chiesa della Gran Madre di Dio, realizzata dall’architetto Ferdinando Bonsignore in stile neoclassico.

Sta lì, incorniciata dalla rigogliosa collina torinese, dove puoi scorgere sulla destra il Monte dei Cappuccini, uno dei punti panoramici più suggestivi della città.
Fai poi scorrere lo sguardo a sinistra della chiesa, lungo gli alberi del Parco Michelotti fino al ponte Regina Margherita. Se la giornata è senza foschia, potrai vedere anche l’inconfondibile profilo della Basilica di Superga.
— A questo punto prosegui sulla banchina fino al ponte, non incontrerai tante persone, cogli quindi l’occasione di assaporare il silenzio come se fossi lontano dalla città.

Mentre cammini osserva anche lo strano mancorrente. Non ci crederai ma si incurva e si piega in modo insolito perché segue le anse del fiume.
— Continua la passeggiata fino alla scalinata in pietra che troverai alla tua sinistra poco prima del Ponte Regina Margherita.
Sali per i gradini e riprendi a camminare su Lungo Po Machiavelli andando a sinistra.
Sul lato rivolto verso il fiume osserva come alberi più o meno secolari protendano le chiome nascondendo a tratti il Po. A intervalli regolari troverai anche delle panchine panoramiche.

Sul lato opposto, un muraglione continuo protegge le ville con giardino costruite nella seconda metà dell’Ottocento.

E pensare che un tempo questa zona corrispondeva al degradato Borgo del Moschino, composto da fatiscenti case, per lo più di pescatori e lavandaie. Una zona decisamente insalubre che per fortuna venne riqualificata creando il lato sinistro dei Murazzi e questa passeggiata suggestiva.
— Prosegui fino alla fine del sentiero e poi sali le gradinate per raggiungere il terzo livello del lungo Po, quello intitolato a Luigi Cadorna.

Sono sicura che troverai affascinante anche la vista un po’ più sopraelevata della sua balconata, in compagnia di curiosi lampioni a due bracci, con in cima quelle che sembrano coroncine dorate.
Il percorso termina così al punto di partenza, piazza Vittorio Veneto.
Itinerario 3. Da Piazzale Regina Margherita al Ponte di Sassi, e ritorno
Un percorso insolito lungo il Po
Informazioni rapide sul percorso
- Lunghezza: circa 4,5 km
- Tempo di percorrenza: circa 1 – 1 ora e mezza (con soste per foto e panorami)
- Partenza: Piazzale Regina Margherita / Lungo Po Antonelli
- Arrivo: Piazzale Regina Margherita / Lungo Po Antonelli (percorso ad anello)
Le tappe dell’itinerario
- Piazzale Regina Margherita / Lungo Po Antonelli
- Passerella ciclo-pedonale Chiaves-Carrara
- Viale Suor Giovanna Francesca Michelotti
- Ponte di Sassi
- Lungo Po Antonelli
- “No poverty”di Zed1
- Piazzale Regina Margherita
Mappa
Descrizione del percorso
Il terzo itinerario comincia da Piazzale Regina Margherita, prendendo Lungo Po Antonelli, a sinistra prima del ponte Regina Margherita.
Questo lungo Po è una specie di viale alberato diviso in due: a sinistra la strada asfaltata è costeggiata da palazzine moderne; a destra c’è un sentiero di terra battuta per bici e pedoni, con il Po che scorre di lato una decina di metri più in basso.

In questo modo gli alberi che si affacciano sul fiume fanno da cornice a scorci inediti della sponda destra del fiume che corre parallela a corso Casale.
— Prosegui questa piacevole passeggiata fino all’inizio della moderna passerella ciclo-pedonale sul Po, che unisce piazza Chiaves a piazza Carrara. Lunga 140 metri, è costituita da un’unica trave d’acciaio, poggiante su due piloni in calcestruzzo.

Goditi la vista del sinuoso corso del fiume fino ad arrivare sull’altra sponda, proprio davanti al monumento dedicato al famoso ciclista Fausto Coppi, realizzato dallo scultore Giuseppe Tarantino nel 2002.

Una spirale di bronzo, alta 11 metri, si sviluppa attorno a una specie di montagna sulla cui cima si trova il “campionissimo” in sella alla sua bici, acclamato dagli spettatori e dai tifosi di tutto il mondo.
In basso, ai piedi del piedistallo sono sparse alcune foto ricordo delle sue prodezze e delle pietre originali provenienti dai colli che lo videro vincitore.
— A questo punto continua a sinistra sul sentiero di terra battuta che costeggia il fiume, intitolato a Suor Giovanna Francesca Michelotti.

Durante la passeggiata, sulla destra troverai il famoso Santuario della Madonna del Pilone, costruito per celebrare un miracoloso salvataggio.
Dobbiamo tornare indietro nel tempo, precisamente al 1644. All’epoca in questa zona c’era solo un piccolo mulino e un pilone votivo dedicato alla Vergine Annunziata. Un giorno una bambina di nome Margherita si avventurò all’interno del mulino, finendo col cadere nelle acque tumultuose del Po. Sua madre nella totale disperazione invocò l’aiuto della Madonna e miracolosamente Margherita si salvò.
Da allora questa zona precollinare di Torino è conosciuta come Madonna del Pilone.
— Va avanti lungo il viale fino al Ponte di Sassi, che attraversa il Po collegando corso Belgio e piazza Pasini.

Realizzato in cemento armato tra il 1926-1927, presenta tre campate decorate con semplici forme geometriche e una balconata con un motivo ad intreccio.
Sali sul ponte e affacciati da uno dei balconcini sulla destra. Poco più avanti, la Dora Riparia si immette nel Po. Un altro scorcio molto suggestivo.

— Arrivati in corso Belgio, riprendi Lungo Po Antonelli. Sotto l’ombra del suo viale alberato, non perderti dall’altra parte della strada, al civico 115, il murale di Zed1 intitolato “No poverty”.
Si tratta di una delle 18 opere di street art del progetto “Toward 2030. What are you doing?”, nato per divulgare gli obiettivi che si è prefissato l’ONU entro il 2030, in favore dello sviluppo sostenibile in tutto il mondo.
Zed1 si è occupato dell’obiettivo n. 1 relativo alla sconfitta della povertà nel mondo.
Ed è proprio lui a spiegarci bene cosa rappresenta la sua opera:

“Un grande borsello aperto con al suo interno un terreno. Dal terreno, nel punto più esposto al sole, spuntano la vegetazione e una rosa.
Dentro la rosa un omino regge dei simboli del benessere: la casa, una moneta e il pane.
Ai lati di questa rosa ci sono mani che allontanano nuvole con al loro interno i fattori che portano la povertà e le prevaricazioni.
Nella nuvola a sinistra c’è un mitra che rappresenta il conflitto, e un libro rosso che rappresenta la mancanza di cultura. Ci sono poi un personaggio con il passamontagna e una valigetta piena di soldi a rappresentare la corruzione e lo sfruttamento.
Nella nuvola a destra ho rappresentato la malasanità, la carenza di strutture con un edificio danneggiato, mentre la mancanza di mezzi per lavorare è rappresentata da un rastrello rotto.
Dove c’è l’ombra il terreno è sterile e le rose appassiscono.
E’ dal terreno fertile illuminato dal sole e dalle azioni virtuose, che invece prende vita la vera storia”.
— Dopo questo momento riflessivo, riprendiamo la camminata, superiamo la passerella Chiaves-Carrara e continuiamo fino al punto di partenza.
Anche se ripercorrerai un tratto di lungo Po già fatto, vedrai che saprà offrirti sempre nuove percezioni grazie ai cambiamenti di luce nel corso del giorno.
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