Tra i simboli più amati di Torino ci sono i toret, le famose fontane pubbliche di Torino.
A renderli inconfondibili e unici al mondo sono il color verde bottiglia, ma soprattutto il rubinetto a forma di testa di toro.
In questa guida ti spiegherò come sono nati, perché sono diventati così famosi e dove trovare i più curiosi, compresi quelli giganti. Ma soprattutto scoprirai perché non sono semplici fontanelle, ma un simbolo fortemente identitario della città.
Perché i toret si chiamano così?

I toret hanno una forma parallelepipeda di circa un metro di altezza; l’estremità superiore è arcuata e c’è una griglia di scolo in basso, spesso dotata di una conca centrale da cui possono bere anche gli animali.
Sono fatti in ghisa, poi verniciati di color verde bottiglia.
Ma l’elemento che li contraddistingue è senza dubbio il rubinetto a forma di testa di toro, l’animale simbolo della città di Torino.
Ed è proprio questo dettaglio che spiega lo strano soprannome. Infatti nel dialetto piemontese la parola toret (si legge turèt) significa “torello”, “piccolo toro”.
–> Scopri perché il toro è l’animale simbolo di Torino.
Acqua gratis per tutti: la storia dei toret comincia così

Pensa che i primi esemplari dei toret compaiono a Torino più di 160 anni fa, precisamente nel 1862.
Tutto comincia qualche anno prima, quando Torino sente la necessità di dotarsi di un sistema di fruizione gratuita dell’acqua pubblica, come già avveniva nelle città più moderne d’Europa.
Fino ad allora, l’acqua corrente non era disponibile all’interno delle case, pertanto le persone si recavano ai cosiddetti pozzi artesiani, dove le acque sotterranee emergevano naturalmente, senza bisogno di strumenti di estrazione. Ma questo comportava seri problemi igienico-sanitari.
Pertanto, su modello di quanto accadeva in Francia, il Comune elaborò un sistema idrico composto da fontanelle che fornissero acqua 24 ore su 24.
Quanti toret ci sono e dove trovarli
Oggi si contano oltre 800 toret, disseminati per tutta la città, principalmente nelle vicinanze dei mercati e all’interno delle aree verdi.
Se vuoi divertirti con una specie di caccia ai toret in giro per Torino, usa la mappa di I love toret.
Dove si trova il primo toret di Torino?
Il primo toret di Torino si trova nei pressi di Piazza Statuto, precisamente all’angolo tra via san Donato e via Balbis.
In realtà l’attuale fontanella non è più quella originale. Dopo quasi 160 anni di onorato servizio, è stata infatti sostituita da un toret nuovo di zecca. La collocazione però resta sempre quella d’origine.
L’acqua dei Toret è potabile?
La gestione e la manutenzione dei toret di Torino sono affidate alla SMAT (la Società Metropolitana Acque Torino), in modo da consentire a chiunque di bere, sempre e gratis, acqua di buona qualità e regolarmente controllata.
Infatti l’ininterrotto fluire dell’acqua è una garanzia di un ricambio costante nelle tubature, in modo da impedire la formazione di ristagni che potrebbero generare la proliferazione di batteri.
Tutto questo, senza alcun tipo di spreco idrico. L’acqua non usata torna sempre nelle falde sotterranee, oltretutto con qualità maggiore rispetto a prima.
Curiosità sui toret di Torino
I toret sono molto più di semplici fontanelle, con il tempo sono diventati uno dei simboli più amati di Torino.
Dai volontari che se ne prendono cura a uno famoso scherzo del “Toro Verde”, fino ai giganteschi toret contemporanei, dietro queste iconiche fontane verdi si nascondono tante curiosità che forse non conosci ancora.
Guai a cambiare i toret
Per i torinesi i toret sono intoccabili. La prova? La totale bocciatura di alcune iniziative del Comune negli ultimi anni.
A cominciare dal tentativo di farli ridipingere da artisti famosi. Verde bottiglia sono e verde bottiglia rimangono.
Respinta al mittente anche la proposta di sostituirli in alcune zone del centro con nuovi modelli stilizzati.
I toret piacciono così come sono, non sono ammessi restyling.
Torino è una città che ama i cambiamenti, ma evidentemente i toret non si devono toccare!
Sono totalmente d’accordo. E tu?
“I love toret“: gli angeli custodi dei toret
L’amore dei torinesi per i toret è così grande che nel 2012 è nato il progetto “I love toret” con lo scopo di tutelare le fontanelle di Torino tramite
- eventi e attività di merchandising (vendita di tazze, magliette, bicchieri, borracce ecc..);
- l’adozione gratuita di una delle fontane, in modo da controllare che non venga danneggiata e che l’acqua sgorghi sempre regolarmente;
- la possibilità di candidarsi come volontario per ridipingere un toret scolorito o imbrattato.
Se ti ho incuriosito, non ti resta che consultare il sito ufficiale di I love toret.
Il famoso scherzo del “Toro Verde“
Tra i torinesi è molto diffuso uno scherzo che coinvolge i toret. Se non l’hai mai fatto, devi provarlo anche tu.
Se per caso ti capita di ospitare un amico che non è di Torino, invitalo a bere qualcosa al “Toro Verde”, facendogli intendere che sia un famoso locale della città.
A questo punto, conducilo al toret più vicino, per fargli scoprire che il locale in questione è in realtà una fontanella da cui può bere un sorso gratuito d’acqua.
Esistono anche i Toh, i toret giganti

I Toh sono sculture realizzate da Nicola Russo a partire dal 2021.
Raffigurano dei toret, alti 2 metri, che rompono la fontanella in ghisa, per mostrarsi così come sono, nella loro interezza.
Li ho trovati fin da subito simpatici, ma per altri si tratta solo di opere goffe, dal ventre troppo panciuto, che danno un’immagine sbagliata di Torino.
Di fronte alle critiche, Nicola Russo ha ribattuto spiegando meglio il significato della sua opera.
In pratica, il toret vede la sua amata città vivere un momento di difficoltà a causa del Covid e allora decide di uscire dal suo gusto in ghisa, per dare un segno di cambiamento e per spingere tutta la città a una rinascita. Non importa se è panciuto e goffo, lui si mostra così com’è fatto per portare il suo messaggio di speranza. Il suo è quindi “un gesto di coraggio, perché senza coraggio non c’è futuro”.
Il progetto di questo artista ha anche un duplice intento virtuoso.
Innanzitutto, per la sua realizzazione Nicola Russo si appoggia solo ad aziende piemontesi, in modo da incentivare una ricaduta economica sul territorio.
Ma soprattutto sta devolvendo parte dei ricavati alla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro Onlus di Candiolo.
Nel momento in cui sto scrivendo puoi trovare i Toh in questi luoghi, ma ti avviso che cambiano spesso collocazione:
- a Porta Susa ad accogliere i turisti;
- davanti al Grattacielo della Regione in piazza Piemonte;;
- nel cortile del Politecnico;
- in via Lagrange, davanti alla Rinascente;
- e presso il centro ricerca di Candiolo.
Se vuoi avere altre informazioni su questa iniziativa e magari acquistare un piccolo Toh anche tu, consulta il sito ufficiale.
Oltre ai tantissimi toret, a Torino puoi ammirare tante fontane di epoche diverse, ricche di messaggi simbolici e avvolte da un alone di mistero. -> Scopri il mio approfondimento sulle fontane più belle della città.
