Tutte le “stranezze” della Real Chiesa di San Lorenzo di Torino

Scopri come la chiesa di Guarino Guarini sia un capolavoro d'arte e d'ingegneria unico al mondo. Ma anche un luogo pieno di stravaganze e simbologie nascoste che non ti aspetti.
cupola chiesa San Lorenzo Torino

Indice

Nel cuore di Piazza Castello si trova una delle chiese più famose di Torino, la Real Chiesa di San Lorenzo.

Da fuori può quasi passare inosservata, ma in questa guida scoprirai cosa la rende così speciale, dalle stranezze dell’esterno fino alla straordinaria cupola che sembra sospesa nel vuoto.

Tra simboli, dipinti “nascosti” e decorazioni barocche, ti racconterò una delle storie più affascinanti dell’architettura torinese.

Perché la Chiesa di San Lorenzo è così speciale

La Chiesa di San Lorenzo è uno dei luoghi più sorprendenti di Torino.

Da fuori passa quasi inosservata, ma una volta al suo interno la sua incredibile cupola fa subito capire perché venga considerata uno dei capolavori assoluti del barocco europeo e un esempio di abilità costruttiva unico al mondo.

Ma non è finita qua. Si tratta anche di un luogo dalla profonda spiritualità, in cui complessi calcoli matematici nascondono simboli teologici e filosofici. Pensa che c’è persino chi crede di trovarci segni di arcane presenze esoteriche.

Del resto cosa potevamo mai aspettarci da una personalità poliedrica come il suo costruttore, Guarino Guarini?

Nella sua vita riuscì ad essere uomo di Chiesa, teologo, filosofo, matematico, ingegnere e architetto.

Guarino Guarini

Ed è proprio sfruttando le sue molteplici conoscenze ed capacità che riuscì a creare capolavori unici al mondo, come la chiesa di San Lorenzo.

Le “stranezze” dell’esterno

La cupola della chiesa di San Lorenzo di Torino è una delle protagoniste indiscusse del panorama di Piazza Castello, inconfondibile e indimenticabile per l’originalità delle sue curve concave e convesse.

È composta da una serie di elementi sovrapposti, quasi fossero gli strati di una torta.

Credo che non esista nessun’altra cupola capace di dissimulare così bene la sua struttura interna. È come se non volesse fornire alcun indizio di com’è al suo interno, in modo da non rovinare minimamente la sorpresa.

Il mistero della “facciata mancante”

Chiesa di San Lorenzo in piazza Castello a Torino

Se ci fai caso, oltre alla stravaganza della cupola, c’è qualcosa altro che rende la chiesa di San Lorenzo molto particolare fin dall’esterno.

Non ti pare che manchi qualcosa?

Sì, manca la tipica facciata decorata di una chiesa. La sua cupola sbuca quasi a sorpresa sopra al tetto di un palazzo simile agli altri della piazza.

E dire che Guarini aveva fatto un progetto per la facciata, ma non fu mai realizzata perché rischiava di rovinare l’armonia e l’uniformità della piazza.

Le facciate di piazza Castello sono infatti tutte uguali, dalla stessa altezza, con un porticato al piano terra e con due piani di finestre, ogni apertura sormontata da timpani triangolari che si alternano ad altri semicircolari. Persino il Palazzo Reale si è adeguato a questa uniformità.

Nello sviluppo architettonico di questa piazza si è sempre rispettato il progetto urbanistico voluto dai Savoia, che doveva dare a Torino la magnificenza necessaria per farla entrare nel novero delle altre grandi capitali europee. Gli elementi chiave erano l’ordine e l’omogeneità, in modo che le facciate regolari diventassero una sorta di quinta teatrale alla gloriosa storia della dinastia sabauda.

Dov’è finito il campanile?

Cupola della chiesa di San Lorenzo di Torino

La chiesa di San Lorenzo è senza facciata e pure senza… campanile.

Infatti, l’unica cosa che può ricordare vagamente un campanile è la piccola campana coperta da una cupoletta in rame, a sinistra, sopra l’orologio della chiesa.

In realtà, esiste anche un vero campanile nel cortile interno dietro al presbiterio. Ma come è accaduto per la facciata, Guarini cercò di non interferire con la regolarità della piazza, e quindi fece in modo che il campanile non fosse visibile.

Io me ne sono accorta la prima volta, osservando il panorama dal campanile del Duomo. Lo puoi vedere nella foto qui sotto, in basso a destra.

chiesa di san lorenzo Torino

Devo dire che è un vero peccato che non si veda, vista la stravaganza delle sue scanalature che lo fanno sembrare un enorme pilastro in mattoni a vista, su cui è appoggiata una cella campanaria. Pensa che per realizzarle, Guarini ha disposto alcune file di mattoni facendole sporgere di testa.

Un voto dà inizio a tutta la storia

Anche la storia della chiesa di San Lorenzo è decisamente particolare.

Tutto comincia il 10 agosto del 1557, quando il duca di Savoia Emanuele Filiberto sconfigge l’esercito francese a San Quintino, una vittoria fondamentale perché gli consente di riottenere i territori della Savoia e del Piemonte.

Eh sì, la notte delle stelle cadenti fu decisamente propizia al duca, al punto da spingerlo a fare un voto di ringraziamento a San Lorenzo, che consisteva nella costruzione di un luogo di culto a lui dedicato.

Non avendo però sufficienti risorse economiche per far innalzare una chiesa ex novo, il duca fa intitolare al santo la preesistente cappella ducale di Santa Maria ad Presepae di piazza Castello.

Cappella che esiste ancora oggi, determinando così un’altra stranezza.

Una scala santa che non ti aspetti

Varcata la porta d’ingresso, non entriamo direttamente nella chiesa di San Lorenzo, ma ci ritroviamo nella cappella preesistente alla sua costruzione, sì, la cappella ducale di Santa Maria ad Presapae di cui ti ho parlato prima.

Qui ci fu la prima Ostensione della Sacra Sindone nel 1578, lo stesso anno in cui il duca Emanuele Filiberto di Savoia fece trasferire il Santo Lino da Chambery a Torino perché fosse venerato da San Carlo Borromeo per un ex voto fatto durante la peste di Milano.

In ricordo di tutto ciò, nel 1726 l’architetto Bernardo Vittone progettò un altare sopraelevato, raggiungibile da una scala santa di dodici gradini, da salire devotamente in ginocchio.

E visto che questa chiesa non era già “sufficientemente particolare”, re Carlo Felice fece aggiungere anche un enorme cancello per separare la cappella dalla chiesa vera e propria.

Infine, nel 1870 l’altare viene decorato dal gruppo ligneo del Cristo morto ai piedi della Madonna dello scultore Giovanni Tamone, e la cappella viene pertanto intitolata alla Madonna Addolorata.

Piccola curiosità: oggi puoi trovare una sua copia fotografica della Santa Sindone all’interno della sacrestia della chiesa. Per vederla, rivolgiti pure al parroco o a uno dei suoi volontari.

La cupola che pare sospesa

Nel 1634 la chiesa preesistente viene assegnata all’ordine religioso dei teatini, i quali decidono di ricostruirla affidando il progetto definitivo a uno dei loro confratelli: Guarino Guarini.

L’architetto si deve confrontare con l’originario edificio a pianta centrale, su cui riesce quasi magicamente ad innalzare una cupola così grande da occupare quasi l’intero spazio della chiesa.

cupola chiesa di san Lorenzo Torino

Nota come otto costoloni si slancino a due a due, per poi intersecarsi al centro disegnando una stella a 8 punte.

La cupola è poi traforata da una serie di finestre che fanno filtrare la luce, assieme alle aperture della lanterna.

Qual è il risultato? Una serie di facce, con un che di inquietante, ci osservano dall’alto. C’è qualcuno che parla addirittura di mascheroni demoniaci.

In realtà, è più verosimile che Guarini si sia ispirato all’intreccio delle cupole in stile moresco che aveva visto in un suo precedente soggiorno in Spagna.

Continuiamo l’osservazione. Sotto la cupola, il tamburo è traforato da quattro grandi aperture, creandoci subito i primi dubbi su come la cupola riesca a star su a livello strutturale.

Una delle aperture del tamburo della chiesa di San Lorenzo a Torino

 Ma lo stupore raggiunge l’apice quando osserviamo come lo stesso tamburo non si regga su robusti piloni, ma su esili colonne.

Interno della chiesa di San Lorenzo di Torino

 Dov’è il trucco?

Il mistero è presto svelato. Quattro grandi archi in muratura sono nascosti tra l’anello d’imposta della volta e l’involucro murario esterno. Sono loro la vera struttura portante.

La geometria a servizio dell’architettura di Guarini

L’architettura di Guarini si fonda sulla geometria, ma non quella della linea retta del Rinascimento.

Le sue architetture sono un susseguirsi di linee curve, ellittiche, concave e convesse che disegnano lo spazio con estrema precisione. Com’è tipico del periodo barocco.

Nella chiesa di San Lorenzo c’è anche un numero che ricorre insistentemente. Sì, il numero otto, simbolo di perfezione e d’infinito, l’ottavo giorno, quello di Gesù Risorto.

Stella a otto punte, al cui interno c’è un ottagono; otto finestre tra gli intrecci degli archi; otto finestroni nel tamburo; otto pilastri, e così via.

Gioco di simmetrie a disegnare lo spazio

Guardare la pianta della chiesa di San Lorenzo, ci fa capire meglio quanto Guarini abbia organizzato lo spazio a disposizione secondo un rigoroso ordine di simmetrie e geometrie perfette.

pianta chiesa di san Lorenzo a Torino
Pianta tratta da “Guarino Guarini and his architecture” di H.A.Meek
  • Il grande spazio centrale è a forma ottagonale ed è circondato da sei cappelle laterali semicircolari.
  • La zona del presbiterio è invece ellittica, anch’essa sormontata da una cupola più piccola di quella principale.

Altri dettagli che rendono unica la Chiesa di San Lorenzo

Una delle particolarità più affascinanti della chiesa di San Lorenzo è che non tutto si svela al primo sguardo.

Visitare questa chiesa può sembrare una caccia al tesoro alla scoperta di particolari nascosti e sorprendenti.

Luce divina e dipinti “nascosti”

Cerca di visitare la chiesa di San Lorenzo in un giorno di sole.

Solo così potrai osservare come la luce entri dall’alto fino a scivolare verso il basso, per illuminare la parte inferiore della chiesa, altrimenti al buio in quanto priva di aperture, con le cappelle in penombra e il pavimento scuro.

Questo gioco di luce non è un caso, la luce naturale simboleggia la luce divina che salva e libera dalle tenebre del male.

Se poi hai l’occasione di visitare la chiesa in uno dei giorni prossimi agli equinozi, allora tieniti pronto a un altro colpo di genio di Guarini.  

Il sole di mezzogiorno colpirà l’apertura in alto (detta oculo) della prima cappella accanto all’altare, facendo apparire l’affresco di Dio Padre Benedicente, assolutamente invisibile negli altri giorni dell’anno.

chiesa di San Lorenzo Torino
Foto di Paolo Tomatis

Lo stesso accadrà per la prima cappella dall’altro lato, dove comparirà un altro affresco segreto raffigurante Gesù Benedicente.

Anche questo non è un caso, Guarini ha studiato tutto al millimetro, tanto che lo stesso fenomeno si verifica anche sopra agli altri due altari laterali della Natività e del Crocefisso.

Piccolo consiglio: se la tua visita non cadrà in questo giorno, prova a chiedere a uno dei volontari di illuminarti il foro con una torcia elettrica.

Esplosione di decorazione

interno chiesa di San Lorenzo Torino

Guarini si occupa anche della decorazione interna della chiesa di San Lorenzo, prediligendo tutta una serie di marmi policromi di diverse parti d’Italia che interrompono il tradizionale uso piemontese delle tonalità nere.

E visto che non si stanca mai di portare novità in città, progetta il primo altare maggiore staccato dalla parete di fondo per dargli maggior risalto. Non contento, lo decora anche con colonne tortili, curvi pannelli intarsiati, e marmi e pietre colorate che creano figure geometriche intrecciate.

Too much” per qualcuno, ma i geni a volte lo sono.

–>A Torino puoi ammirare altri due capolavori di Guarini, come la Cappella della Sindone e Palazzo Carignano;

–> Se ti piace visitare le chiese, prova questo itinerario alla scoperta di quelle più famose.

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