2 anime e 2 musei a Palazzo Carignano

Scopri la doppia vita di Palazzo Carignano, da capolavoro barocco di Guarino Guarini a protagonista indiscusso del Risorgimento italiano. Con due musei a raccontarne tutta la storia.
Piazza Palazzo Carignano

Indice

Il Palazzo Carignano di Torino è uno di quegli edifici che sorprende qualsiasi visitatore.

Un edificio con due anime, una barocca e una risorgimentale, ognuna con la sua facciata, una in Piazza Carignano e una in Piazza Carlo Alberto.

E sempre due sono i musei che ospita: il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano e gli Appartamenti dei Principi di Carignano.

In questa guida ti svelerò tutti i suoi segreti, dall’origine del suo nome alle ingegnose invenzioni del suo architetto; dal suo ruolo da protagonista durante il Risorgimento al sogno di ospitare il primo parlamento italiano.

Le origini di Palazzo Carignano e del suo nome

La storia di Palazzo Carignano comincia nel 1679, quando il principe Emanuele Filiberto di Savoia-Carignano scelse il geniale architetto Guarino Guarini per costruire il proprio palazzo.

Emanuele Filiberto Savoia-Carignano
Emanuele Filiberto di Savoia-Carignano

Una volta completato, diventò la residenza stabile della casata dei Carignano, prestigioso ramo cadetto dei Savoia.

 Ed ecco spiegata la denominazione di “Palazzo dei Principi di Carignano” o più semplicemente di “Palazzo Carignano”.

L’anima barocca di Palazzo Carignano

Basta uno sguardo per capire quanto le caratteristiche architettoniche di Palazzo Carignano siano un unicum a Torino.

Questa originalità è frutto del desiderio del principe di Carignano di distinguersi dai palazzi uniformi della Torino barocca, che erano emblema del potere e dell’ordine instaurato dai cugini Savoia.

Palazzo Carignano aveva infatti l’ambizione di proporre un nuovo modello di palazzo reale. Ed è per questo che la sua costruzione venne affidata ad un architetto eccentrico come Guarino Guarini.

Del resto fu costruito in un momento di incertezza politica, dopo che il duca Carlo Emanuele II di Savoia era deceduto, lasciando un erede troppo piccolo per governare.

Questo trono vacante rappresentò una situazione perfetta per alimentare i sogni di ascesa al potere da parte del ramo dei Carignano. Costruirsi una residenza degna di un re era il modo giusto per prepararsi a fortunate evenienze.

Tuttavia le mire dei Carignano non tennero conto della fermezza della duchessa Maria Giovanna Battista di Savoia, la quale difense fermamente il suo ruolo di reggente, in attesa che suo figlio Vittorio Amedeo II raggiungesse l’età per governare.

Per i Carignano fu tempo di esercitare pazienza, doveva infatti passare ancora qualche secolo prima che re Carlo Alberto concretizzasse le loro mire al trono, come ti racconterò più tardi.

La sorprendente facciata che si incurva

La prima cosa che colpisce di Palazzo Carignano è la sinuosità della facciata che dà sulla piazza omonima. Curve concave e convesse si alternano una dopo l’altra, fino a infrangersi nello sviluppo rettilineo dei padiglioni angolari.

Si tratta di una vera e propria eccezione all’insistente linearità delle facciate dei palazzi del centro di Torino.

Palazzi da vedere a Torino - Palazzo Carignano

Un’altra caratteristica insolita è l’utilizzo del mattone, nobilitato da alti pilastri poco sporgenti (le cosiddette paraste) e da un telaio di fasce verticali e orizzontali, che Guarini di solito usa per delimitare le aree in cui inserire le aperture.

E a proposito delle aperture, bisogna prestare attenzione alle cornici dei finestroni. Vero che ricordano i copricapo dei pellerossa?  Eh sì, sono una sorta di omaggio alla vittoria del reggimento dei Carignano contro i nativi Irochesi in Canada nel 1667.

Dettaglio copricapi dei pellerossa di Palazzo Carignano

Le stravaganti invenzioni di Guarini per gli interni

Come il resto della facciata, anche il portale di ingresso di Palazzo Carignano si incurva in avanti, trascinando con sé due coppie di colonne in pietra chiara, al punto da essere disposte stranamente in obliquo.

Facciata palazzo Carignano

Sopra al portale, invece, un balconcino si infossa dentro a una nicchia.

Tutte queste curve ci cullano come onde del mare e ci invitano ad entrare.

Ingresso di Palazzo Carignano

-Il corpo di guardia e l’atrio ovale

Il primo ambiente che ci accoglie all’interno è il corpo di guardia, uno stretto spazio esagonale con sei imponenti colonne a vite poste agli angoli.

Curiosamente, i capitelli sporgono fuori. Sembra che Guarini si sia proprio divertito a contravvenire alle tradizionali regole architettoniche.

Questa zona è in penombra, per cui la cosa più naturale che viene da fare è quella di proseguire per raggiungere la luce che arriva di fronte.

Si arriva così all’atrio ovale, uno spazio ampio e luminoso, con snelle colonne che si staccano dalla parete, disegnando una volta stellata, molto originale.

La luce che ci avvolge proviene da tre ampie arcate verso il cortile. Qui, prima che venisse edificata l’ala ottocentesca del palazzo, gli ospiti del principe arrivavano in carrozza e, in attesa di essere ricevuti, potevano ammirare un rigoglioso giardino e le facciate in mattone a vista, arricchite da fasce di stelle.

cortile del Palazzo Carignano

Ma l’atrio ovale non aveva solo la funzione di accoglienza, ma era anche il punto di partenza del cosiddetto percorso cerimoniale di corte, ovvero il percorso che l’ospite doveva fare per raggiungere il salone d’onore del piano nobile e da lì gli appartamenti del principe.

Avrai di sicuro capito che Guarino Guarini è un architetto particolare, pertanto aspéttati degli ambienti che si susseguono in maniera inattesa, per suscitare una curiosità sempre maggiore.

-Lo scenografico doppio scalone

Arrivato all’atrio ovale, il visitatore è posto di fronte a un quesito: andare a destra o andare a sinistra?

Eh sì, Guarini sdoppia il percorso.

Pianta dell'aula seicentesca di Palazzo Carignano

L’edificio ha infatti una pianta a C, ovvero è composto da due ali:

  • una verso nord, detta “di Mezzanotte” (verso via Cesare Battisti);
  • e una verso sud, detta “di Mezzogiorno” (verso via Principe Amedeo).

In questo modo, da entrambi i lati dell’atrio partono alcuni gradini che conducono a due vestiboli rettangolari.

Uno dei vestiboli laterali di Palazzo Carignano

Da qui partono poi due rampe di scale che si incurvano senza farci capire dove porteranno.

Osserva anche l’andamento dei gradini: quando saliamo la loro incurvatura è convessa, quando scendiamo è concava. In questo modo assecondano la nostra salita e discesa.

Considera che il progetto di Guarini parte proprio dall’idea di sdoppiare il percorso cerimoniale con questi due scaloni. Quindi la sinuosità della facciata è una conseguenza, si adatta a quanto accade all’interno dell’edificio. E non viceversa.

-Il salone d’onore e la sua doppia volta

Ma dove conducevano questi due scaloni?

A un altro vestibolo, questa volta esagonale, inondato di luce dal balconcino in marmo bianco della facciata.

Questo spazio aveva il ruolo di anticamera al cosiddetto salone d’onore, oggi completamente rivoluzionato perché ospita il parlamento subalpino, di cui ti parlerò a breve.

Per questo ambiente Guarini osa con un vero colpo di scena: una struttura a doppia volta, illuminata da un’enorme camera di luce, che prendeva luce da otto finestroni ovali.

Ti rendi conto che Guarini inserisce una doppia volta in un palazzo nobiliare come fosse una chiesa?

Per nostra sfortuna, quest’incredibile invenzione rimane incompleta perché Guarini viene a mancare e subito dopo il principe di Carignano è costretto a un periodo di esilio.

Oggi ci rimane solo il volume cilindrico che si vede dal cortile. I finestroni circolari della parte più in alto avrebbero dovuto illuminare la seconda calotta.

cortile del Palazzo Carignano

Osservandolo dal cortile, questo possente torrione pare trattenere la forza espansiva dell’interno grazie alle spesse cornici che delimitano i piani e il telaio di fasce di stelle.

-Gli appartamenti barocchi di Palazzo Carignano

Tornando al nostro percorso cerimoniale, dal nucleo centrale atrio-salone si accedeva alle ali laterali dell’edificio.

Pianta a C, ricordi?

Al piano terra trovano posto

  • gli appartamenti privati del principe Emanuele Filiberto, nella manica di Mezzanotte, ovvero quella verso via Cesare Battisti.
  • e quelli di rappresentanza, nella manica di Mezzogiorno, verso via Principe Amedeo.

Al piano nobile, invece,

  • gli appartamenti di mezzogiorno erano destinati all’erede di Emanuele Filiberto, il principe Vittorio Amedeo;
  • e quelli di mezzanotte alle corrispettive spose.

L’anima risorgimentale di Palazzo Carignano

Nell’Ottocento Palazzo Carignano cambia vita.

Smette di essere la residenza nobiliare della famiglia dei Carignano per diventare una sede istituzionale.

La svolta inizia nel 1831, quando il principe Carlo Alberto di Carignano diventa re di Sardegna e si trasferisce a Palazzo Reale. Dopo oltre due secoli, finalmente il ramo cadetto dei Savoia è riuscito a salire al potere!

carlo alberto
re Carlo Alberto

Palazzo Carignano passa così nelle mani del Comune, iniziando una vera trasformazione.

A cominciare dal 1848, quando viene modificato il preesistente salone d’onore, per adibirlo a sede della Camera dei Deputati del Parlamento Subalpino, ovvero del Parlamento del Regno di Sardegna.

La Camera dei Deputati del Parlamento Subalpino

Il progetto della Camera dei Deputati del Parlamento Subalpino è dell’architetto Carlo Sada, che sfrutta l’originale forma ovale del salone d’onore di Palazzo Carignano per creare lo spazio semicircolare che ospita i palchi e il seggio del Presidente, secondo il tradizionale schema a ventaglio usato per le aule parlamentari di allora.

Parlamento subalpino all'interno del Museo del Risorgimento di Torino

Bellissimi i seggi in legno realizzati dall’ebanista Gabriele Capello, detto il Moncalvo; pensa che hanno ospitato nientemeno che personaggi come Cavour, Garibaldi, Massimo D’Azeglio, Vincenzo Gioberti e Cesare Balbo.

Anche la volta di Guarini subisce delle modifiche, con un nuovo apparato decorativo, costellato dai diversi stemmi delle province italiane.

Il 28 dicembre 1860 si tiene l’ultima seduta della Camera subalpina. Da allora l’orologio e il datario dell’aula sono fermi a quel giorno.

Poi, nel 1898, 50 anni dopo la promulgazione dello Statuto Albertino, l’aula diventa monumento nazionale.

Per l’occasione viene aggiunta una targa commemorativa;  e sopra al seggio della presidenza compare il bassorilievo con re Carlo Alberto che consegna lo Statuto, opera di Giuseppe Dini.

Oggi la Camera dei Deputati del Parlamento Subalpino è l’unica aula parlamentare rimasta integra in Europa, tra quelle nate con le rivoluzioni del 1848.

Nasce il Regno d’Italia e Palazzo Carignano raddoppia

Prima ti ho raccontato che il 28 dicembre 1860 si tiene l’ultima seduta della Camera subalpina. Forse ti sarai chiesto come mai.

Devi sapere che la nascita del Regno d’Italia crea un grosso problema logistico. Infatti l’aula del Parlamento Subalpino risulta troppo piccola per accogliere il numero sempre più consistente di deputati provenienti da tutta Italia.

Si decide pertanto di creare una nuova ala di Palazzo Carignano verso ovest, dove oggi c’è piazza Carlo Alberto, per ospitare un nuovo parlamento molto più grande.

Il palazzo ideato da Guarini aveva una pianta a C aperta su un giardino, oggi invece Palazzo Carignano è quadrangolare proprio in seguito all’ampliamento ottocentesco. Con tanto di seconda facciata su piazza Carlo Alberto.

Se ti capita di passare nel cortile interno, fai caso al cambiamento di colore dei mattoni. Lì finisce l’edificio di Guarini e inizia l’aggiunta ottocentesca.

Giuntura tra l'ala seicentesca e ottocentesca di Palazzo Carignano

A vincere il concorso per la costruzione della nuova ala di Palazzo Carignano è l’architetto Domenico Ferri che si fa affiancare da Giuseppe Bollati.

I lavori partono spediti, peccato che quando si sono costruite poco più che le fondamenta, il ruolo di capitale del Regno d’Italia passa prima a Firenze e poi a Roma.

La città decide comunque di completare la costruzione, ma l’inevitabile calo di interesse e la scarsità di mezzi a disposizione portano a ben sette anni di cantiere prima di arrivare all’attuale struttura.

La seconda facciata su Piazza Carlo Alberto

Oggi la nuova ala di Palazzo Carignano si affaccia su piazza Carlo Alberto con una facciata, devo dire, molto scenografica, grazie alla scelta dello stile eclettico, nella variante neo rinascimentale.

Museo del Risorgimento di Torino

Domina la pietra bianca animata dallo stucco rosa. Imponenti le colonne, che ci ricordano Palazzo Madama, e suggestivo il porticato in penombra.

Le grandi statue allegoriche, dedicate alla legge e alla giustizia, ma anche alla scienza, all’arte, all’agricoltura e all’industria, rappresentano gli ideali a cui il neo-nato stato italiano voleva ispirarsi.

statue allegoriche della facciata del Museo del Risorgimento

Il primo Parlamento del Regno d’Italia

Ma ora parliamo del salone che avrebbe dovuto ospitare il primo Parlamento del Regno d’Italia.

Rettangolare, di ben 23 metri di altezza, con una balconata sostenuta da 16 imponenti telamoni in marmo bianco. Il punto da cui il pubblico si sarebbe potuto affacciare per assistere alle sedute parlamentari.

Telamoni Aula del primo Parlamento del Regno d'Italia

Francesco Gonin e Pasquale Orsi decorano la volta con il Trionfo della Saggezza, racchiuso da una cornice architettonica tutta dipinta, di grande impatto.

Volta del Primo Parlamento del Regno d'Italia

Il salone non fu mai usato come parlamento, ma almeno fu protagonista di feste e cerimonie pubbliche. Fino agli anni Trenta, quando entrò a far parte del percorso di visita del Museo Nazionale del Risorgimento italiano.

Nell’attuale allestimento, di fronte a un ambiente così enorme e completamente privo di arredi, si è pensato di aggiungere quattro moderni pannelli per l’esposizione di grandi dipinti che celebrano la storia del Risorgimento.

Questo salone è posto al centro della nuova manica di Palazzo Carignano, sul piano nobile, in posizione speculare al più piccolo Parlamento Subalpino nella manica seicentesca.

Pianta Palazzo Carignano

Viene preceduto da uno spettacolare scalone a due rampe, che avrebbero dovuto percorrere i parlamentari di tutta Italia, e che oggi invece salgono i visitatori del Museo del Risorgimento.

Otto erme di grandi italiani che hanno fatto la storia del nostro Paese fiancheggiano lo scalone sotto la statua della Dea Madre.

Dalla volta invece scendono i gonfaloni delle città italiane, a rappresentare le molteplici identità territoriali che hanno fondato la nostra nazione.

Le due anime di Palazzo Carignano nei suoi musei

Oggi Palazzo Carignano continua a raccontare la sua doppia vita grazie ai due musei che ospita: il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano e gli Appartamenti dei Principi di Carignano.

Il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano

Al primo piano di Palazzo Carignano, c’è il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, il cui percorso di visita comprende anche l’Aula dei Deputati del Parlamento Subalpino e quella del Primo Parlamento del Regno d’Italia.

Ingresso del Museo del Risorgimento di Torino

—> Trova il tuo motivo per visitare il Museo del Risorgimento Italiano di Torino.

Gli Appartamenti dei Principi di Carignano

Al piano terreno di Palazzo Carignano di Torino, ci sono gli Appartamenti dei Principi di Carignano, imperdibili per la spettacolare decorazione in stile barocco e per le bellissime volte affrescate dal pittore Stefano Maria Legnani, detto il Legnanino.

Sala delle Stagioni - Appartamento dei Principi - Palazzo Carignano

Attualmente sono previste solo visite accompagnate in gruppo —> Per maggiori informazioni, consulta il sito ufficiale.

Se ti ha incuriosito la storia di Palazzo Carignano, puoi continuare a farti ispirare dall’arte e dall’architettura di Torino, seguendo uno di questi percorsi:

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