Alla scoperta dei 9 palazzi simbolo del centro di Torino

Un itinerario a piedi per scoprire i "grandi classici" del centro di Torino. Perfetto se è la tua prima visita della città.
Palazzi insoliti da vedere a Torino

Indice

In questa guida ti propongo un itinerario alla scoperta dei 9 edifici più caratteristi del centro di Torino, dal Palazzo Reale all’iconico palazzo col piercing e alla curiosa “fetta di polenta”; dalla Porta Palatina fino all’immancabile regina, la Mole Antonelliana.

Sono i “grandi classici” da vedere la prima volta che la visiti, quei luoghi da cui iniziare per conoscerla meglio.

Mappa e percorso dell’itinerario

Questo itinerario tra i palazzi di Torino si sviluppa quasi interamente nel centro storico e può essere percorso comodamente a piedi. Il tragitto collega alcuni degli edifici più iconici della città, alternando residenze sabaude, gli edifici più antichi della città e palazzi più moderni, decisamente fuori dal comune.

Ti consiglio di seguire l’itinerario senza fretta, lasciandoti il tempo per osservare i dettagli architettonici e godendoti il cambiamento di atmosfera.

Informazioni rapide sul percorso

  • Durata: circa 2 ore, escluse le eventuali visite all’interno dei palazzi ed eventuali soste.
  • Lunghezza: circa 3 km
  • Zona: centro storico di Torino

A chi lo consiglio

  • a chi visita Torino per la prima volta e desidera avere una panoramica della città girandola a piedi;
  • a chi vuole un assaggio della sua evoluzione nel corso dei secoli, dalle origini romane alle installazioni moderne.
  • a chi ama alternare gli edifici più ricchi di storia con edifici più curiosi.

Le tappe dell’itinerario

  1. Palazzo Madama
  2. Palazzo Reale
  3. Palazzo con il piercing
  4. Casa del Pingone
  5. Porta Palatina
  6. Duomo
  7. Palazzo Carignano
  8. Mole Antonelliana
  9. Fetta di Polenta

Mappa

Ecco una mappa realizzata con My Maps di Google Maps per guidarti in questo itinerario dedicato agli edifici e ai palazzi più famosi di Torino. In questo modo potrai destreggiarti senza problemi, tappa dopo tappa.

Tappa 1. Palazzo Madama, la “casa dei secoli”

Il nostro itinerario comincia con Palazzo Madama in Piazza Castello.

Palazzi da vedere a Torino - Palazzo Madama

Si tratta di un edificio unico al mondo perché ha la facciata da palazzo nobiliare e il corpo da castello medievale.

Questa strana unione è dovuta al fatto che Palazzo Madama è il risultato di una serie di strutture che si inglobano una dopo l’altra, nel corso dei secoli.

Pensa che è stata una porta di accesso di epoca romana, un castello medievale, una residenza principesca nel periodo barocco, una sede parlamentare nell’Ottocento ed oggi ospita il Museo Civico di Arte Antica. Direi che non si è fatto proprio mancare nulla.

—>Scopri tanti altri segreti di Palazzo Madama, come il suo giardino medievale nel fossato.

Tappa 2. Palazzo Reale, il cuore del potere dei Savoia

Sempre in Piazza Castello, varcando la cancellata di Piazzetta Reale, puoi ammirare il Palazzo Reale di Torino, la famosa residenza dei Savoia.

Residenze Reali Sabaude - Palazzo Reale

Oggi ospita i Musei Reali, uno dei complessi museali più grandi d’Europa, sia per l’estensione dei percorsi che per la ricchezza delle collezioni.

Con un unico biglietto puoi visitare gli Appartamenti Reali, la Galleria Sabauda, la Cappella della Sindone, l’Armeria Reale, il Museo di Antichità con il Teatro Romano e i Giardini Reali.

La prima cosa che colpisce del Palazzo Reale di Torino è la semplicità della facciata.

Chiara, a due piani, con due padiglioni laterali più alti. Lunghe file di finestre con un unico elemento decorativo, l’alternanza di timpani triangolari e ricurvi.

Lineare e rigorosa, comunica un senso di sovranità misurata, ordinata, militaresca. Autorevole, ma senza fronzoli.

Se pensi che la facciata di Palazzo Reale di Torino sia troppo semplice, non ti preoccupare che l’interno del palazzo è decisamente sfarzoso.

—>Scopri la bellezza degli appartamenti di Palazzo Reale, sala per sala.

Tappa 3. l’iconico Palazzo con il piercing

Da Piazza Castello imbocca via Palazzo di Città. Percorrila fino ad arrivare in Piazza del Corpus Domini.

Presta attenzione al palazzo ad angolo con via Palazzo di Città, sul lato opposto della chiesa del Corpus Dominii.

Piazza Corpus Domini a Torino

Sì, quello che vedi è proprio un gigantesco piercing su un palazzo del Settecento.

Si tratta di “Baci urbani”, un’opera d’arte contemporanea realizzata dall’architetto Corrado Levi in collaborazione con Cliostraat, un gruppo di artisti nato nel 1991, con lo scopo di sperimentare in campo architettonico.

Il piercing vuole mostrarci come l’anima moderna di Torino si sia perfettamente integrata con quella aristocratica del passato, rappresentata dal palazzo settecentesco.

Ai lati del piercing pare fuoriuscire del sangue, rosso da un lato e blu dall’altro.

Precisamente, sul lato che guarda verso Piazza Castello c’è il sangue blu, quello dei nobili; mentre il sangue è rosso sul lato verso Porta Palazzo, il quartiere popolare per eccellenza.

Questo dettaglio vuole far riflettere sul fatto che Torino sia una città dove il sangue blu dei nobili ha imparato a convivere con quello rosso di tutti i suoi cittadini, creando una comunità con pari diritti e opportunità.

Tappa 4. La Casa del Pingone tra Medioevo e Rinascimento

Prendi via Porta Palatina, a destra della chiesa della Chiesa del Corpus Domini.

Arrivato in via IV Marzo, prosegui su via Porta Palatina fino all’incrocio con via della Basilica.

All’angolo di sinistra troverai la Casa del Pingone, chiamata così perché vi abitò Filiberto Pingone, un celebre erudito vissuto nel Cinquecento.

Palazzi da vedere a Torino - Casa del Pingone

Si tratta dell’unico edificio privato di Torino a conservare una torre medievale, seppur nascosta alla vista. Per vederla devi prendere via della Basilica e girare in via Egidi.

Oltre che per la torre nascosta, questo edificio stupisce anche per la sua colorazione rossastra. Anche se non si direbbe, in realtà rispetta la tonalità originale. Le case di allora infatti erano molto colorate.

Autentiche pure le finestre a crociera, una tipologia molto diffusa nel Tardo Medioevo e nel Primo Rinascimento. Sono quelle dalla forma quadrata con gli infissi a croce.

All’ultimo piano c’è invece un loggiato di origine cinquecentesca, con archi a tutto sesto (ovvero semicircolari).

Oggi la Casa del Pingone ospita lussuose suite, un ristorante e cocktail bar.

Tappa 5. Al tempo dei romani con la Porta Palatina

La prossima tappa non può che essere la vicina Porta Palatina, l’edificio più antico della città, nonché una delle principali testimonianze archeologiche della Torino dell’epoca romana.

Porta Palatina Torino vista dall'alto

A quei tempi era la porta d’accesso del lato settentrionale delle mura che circondavano tutta la città.

Puoi quindi considerarla uno dei capolavori di architettura militare romana meglio conservato nel mondo.

È composta da due torri  in mattoni, alte più di 30 metri, ed unite da un corpo centrale con quattro aperture. Le due più grandi erano per il passaggio dei carri e le due più piccole per il transito dei pedoni ai lati.

—> Scopri tutti i segreti della Porta Palatina, come gli antichi segni del passaggio dei carri sulla pavimentazione.

Tappa 6. Il Duomo custode della Sindone

Ritorna indietro lungo via Porta Palatina e gira a sinistra verso Piazza San Giovanni per ammirare la Cattedrale di San Giovanni Battista, il Duomo di Torino.

Piazza San Giovanni - Duomo di Torino

In città è considerato una vera rarità. Si tratta infatti di uno dei pochi edifici rinascimentali sopravvissuti all’inarrestabile trasformazione di Torino nel successivo periodo barocco.

La sua facciata colpisce subito per

  • l’abbacinante marmo bianco di Bussoleno che la riveste interamente;
  • i tre portoni riccamente decorati con le figure di Dio Padre, di Cristo, di San Giovanni Battista e degli angeli musicanti;
  • in cima, il timpano triangolare con lo stemma del committente, il Cardinale Della Rovere, composto da un albero di quercia, un cappello cardinalizio e una croce.

Ma anche l’interno merita una visita, a cominciare dalla teca che conserva la Santa Sindone.

—> Scopri gli altri motivi per cui il Duomo è così speciale.

Tappa 7. Il Barocco sorprendente di Palazzo Carignano

Costeggia il lato destro del Duomo, attraversa le arcate e torna in piazzetta Reale.

Oltrepassa la cancellata e attraversa piazza Castello dirigendoti in via Roma. Percorri i suoi portici fino a girare a sinistra in via Cesare Battisti. Questa piccola via ti porterà in piazza Carignano.

Qui potrai ammirare Palazzo Carignano. Questo capolavoro è frutto del talento di Guarino Guarini che, a partire dal 1679, ne ottiene la committenza da parte del principe di Carignano, Emanuele Filiberto.

Palazzi da vedere a Torino - Palazzo Carignano

Una volta completato, il palazzo diventerà la residenza stabile di questa famiglia. Ed ecco spiegata la denominazione di “Palazzo dei Principi di Carignano” o più semplicemente di “Palazzo Carignano”.

Probabilmente durante l’itinerario il tuo occhio si sarà abituato agli edifici dritti e regolari del centro di Torino, per cui la facciata sinuosa inventata da Guarini ti sembrerà sorprendente.

Un’altra stranezza. Oggi il palazzo ospita non uno, ma ben due musei:

—> Scopri tanti altri dettagli originali di Palazzo Carignano, come la sua seconda facciata.

Tappa 8. L’unica e inimitabile Mole Antonelliana

Entra nel cortile interno di Palazzo Carignano ed esci dalla sua seconda facciata in piazza Carlo Alberto.

Prendi via Carlo Alberto nel tratto a sinistra e arriva fino all’incrocio con via Po. Attraversa dall’altra parte della strada e percorri i portici fino all’incrocio con via Montebello.

Potevo non inserire la Mole Antonelliana in un tour dedicato agli edifici e ai palazzi più famosi di Torino?

Panorama con Mole Antonelliana

Al civico 20 di via Montebello svetta il simbolo per eccellenza di Torino, nonché l’indiscusso capolavoro di Alessandro Antonelli, non solo da punto di vista architettonico, ma anche ingegneristico.

Antonelli è stato un visionario del verticalismo, capace di onorare la tradizione piemontese del mattone e della pietra, fino a creare l’edificio in muratura più alto del mondo per la sua epoca.

Sto parlando di ben 167, 5 metri di altezza, senza alcun uso del ferro, presente invece nella contemporanea Torre Eiffel.

Dal punto di vista stilistico la Mole sembra un tempio neoclassico, che vuole diventare una cattedrale gotica man mano che sale verso l’alto.

Ma le sorprese non sono finite. Dal 2000 la Mole Antonelliana ospita anche l’affascinante Museo Nazionale del Cinema e un comodissimo ascensore panoramico che conduce a 85 metri di altezza, da cui godere di un’imperdibile vista a 360 gradi sulla città.

—> Scopri altre curiosità sorprendenti sulla Mole Antonelliana.

Tappa 9. Casa Scaccarabozzi, la “Fetta di Polenta”

Continua su via Montebello e gira a destra in via Gaudenzio Ferrari, poi svolta a sinistra in via Sant’Ottavio.

Prosegui fino a Corso San Maurizio, dove devi girare a destra. Cammina fino all’incrocio con via Giulia di Barolo. Attraversa dall’altra parte del corso. 

Ti troverai davanti Casa Scaccarabozzi, un’ultima tappa perfetta per terminare “col botto” questo tour dedicato ai palazzi più famosi di Torino.

Per i Torinesi questo stravagante edificio è più conosciuto come “Fetta di polenta”, per il colore giallo ocra e per la forma trapezoidale molto sottile.

Non ci crederai, ma è largo solo 54 centimetri sul lato opposto a quello di corso San Maurizio.

E nonostante ciò, ha dimostrato più volte la sua solidità. Pensa che è sopravvissuto all’esplosione della polveriera di Borgo Dora nel 1852, al sisma del 1887 e ai bombardamenti della II guerra mondiale. Alla faccia degli scettici che pensavano che sarebbe crollato giù facilmente!

Indovina chi è l’ardito architetto?

Sì, proprio lui, Alessandro Antonelli.

Con questo scarso spazio a disposizione, è riuscito nell’impresa di innalzare un edificio di 24 metri di altezza, per un totale di nove piani, di cui due sotterranei. Sono proprio le profonde fondamenta a dare stabilità a tutta la costruzione, a dispetto di ciò che si reputava possibile per quei tempi.

Che dire? Un vero gioiellino di stravaganza e di caparbietà.

-> Se vuoi continuare a scoprire Torino a piedi, ecco altri itinerari da provare

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