Alla scoperta di piazza San Carlo, il “salotto buono” di Torino

Eleganti simmetrie, caffè storici, un monumento simbolo e riti portafortuna: ecco 9 scoperte da fare in Piazza San Carlo. Con tanti dettagli curiosi anche sulla sua storia.
Piazza San Carlo Torino

Indice

Piazza San Carlo è una delle piazze più famose di Torino e, come dicono molti, il suo elegante “salotto buono”. Bellissima di giorno, lo è altrettanto di sera, grazie alla luce dei suoi caratteristici lampioni. Ma forse sono i dettagli che non ti aspetti a renderla ancora più speciale.

In questa guida ti do nove dritte per scoprire le curiosità più suggestive della piazza; ti racconterò perché si chiama così e ripercorrerò le tappe più significative della sua storia.

9 modi curiosi per scoprire Piazza San Carlo

Di solito si osserva un posto nuovo nel suo insieme per familiarizzare con la sua atmosfera. Poi però l’attenzione cade sui dettagli.

In questa sezione ti guiderò dentro piazza San Carlo svelandotela un passo alla volta, partendo proprio dalla prima impressione fino ai suoi elementi più nascosti.

1. Ammira la simmetria dei porticati

facciata di Piazza San Carlo Torino

La prima cosa che apprezzerai di piazza San Carlo è la sua elegante armonia.

Su tre lati è infatti delimitata da omogenee facciate bianche a tre piani, poggianti su ariosi porticati.

decorazioni Piazza San Carlo Torino

Divertiti a cercare le buffe maschere e le decorazioni con armature e armi che vivacizzano le facciate.

2. Osserva le due famose chiese gemelle di Torino

Chiese di Torino - Chiesa di Santa Cristina e Chiesa di San Carlo Borromeo

Su tre lati di Piazza San Carlo corrono i porticati, mentre il quarto pare una quinta scenografica grazie alle due famose chiese gemelle di Torino.

  • Sulla destra c’è la Chiesa di San Carlo Borromeo, che a inizio Seicento il duca Carlo Emanuele I di Savoia dedica all’arcivescovo di Milano San Carlo Borromeo, per commemorare il suo pellegrinaggio fino a Torino, per venerare la Santa Sindone.
  • Sulla sinistra c’è la Chiesa di Santa Cristina, costruita circa 30 anni dopo con il benestare della Madama Reale Cristina di Francia.

Le facciate sono praticamente uguali, ma se le osservi con attenzione, noterai qualche differenza: la facciata della chiesa di Santa Cristina ha un portone più decorato sopra al quale svettano statue di santi e personificazioni di virtù. Inoltre il finestrone ovale è così grande che spezza il sottostante frontone di ingresso.

3. Scopri cos’è il famoso “Caval ëd Brons”

Uno degli elementi caratteristici di Piazza San Carlo è senza dubbio il monumento equestre posto al centro.

Piazza San Carlo Torino

Raffigura un condottiero con un merito speciale, quello di aver cambiato la storia di Torino, facendola diventare capitale del ducato sabaudo a partire dal 1563.

Sto parlando del duca Emanuele Filiberto di Savoia, qui raffigurato mentre rinfodera la spada dopo la vittoria di San Quintino, grazie a cui i Savoia consolidano il loro potere, tornando anche in possesso dei territori perduti precedentemente.

Caval de Brons in piazza San Carlo Torino

In città questo monumento è conosciuto da tutti come “Caval ëd Brons” (cavallo di bronzo), un affettuoso nomignolo in dialetto che ti fa capire quanto sia amato dai torinesi.

4. Prova i locali storici di Piazza San Carlo

Sotto ai portici di Piazza San Carlo, a fianco alle eleganti vetrine di negozi di firma, potrai provare due dei famosi caffè storici di Torino, un tempo ritrovi preferiti dei maggior rappresentanti della vita politica e culturale della città.

Il primo è il Caffè San Carlo al civico 156. Pensa che è stato il primo locale in Italia ad essere illuminato a gas. Ti stupiranno i suoi ambienti sfarzosi, decorati con statue, stucchi e marmi preziosi.

Al civico 204 c’è l’affascinante Caffè Torino, anche in questo caso arredato con sontuosi lampadari, specchiere dorate, una sinuosa scalinata e un lungo bancone di legno finemente intagliato. A Torino lo conoscono tutti per il famoso toro rampante di cui ti parlerò tra poco.

Anche la rinomata Confetteria Stratta (al n. 191) merita una visita per i suoi cioccolatini e bonbons, ma ti consiglio pure il delizioso gelato al latte della Gelateria Biraghi al civico 188.

5. Visita le Gallerie d’Italia

Al civico 156, a sinistra del Caffè San Carlo, lo storico Palazzo Turinetti di Pertengo ospita le Gallerie d’Italia, di proprietà di Intesa San Paolo.

Piazza San Carlo Torino - ingresso Gallerie d'Italia

Al suo interno potrai visitare interessanti mostre temporanee dedicate al mondo della fotografia e dei video arte.

Inoltre potrai consultare le immagini digitalizzate dell’Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo e ammirare l’allestimento del primo piano del palazzo con capolavori del barocco piemontese e le nove grandi tele superstiti dell’antico Oratorio della Compagnia di San Paolo di Torino.

Nel cortile interno non perderti Urban Woods, un bosco urbano con dodici alberi alti fino a sei metri.

6. Tenta la fortuna con il toro rampante

Sotto ai portici di Piazza San Carlo non puoi perderti il toro rampante in ottone, incastonato nella pavimentazione davanti al Caffè Torino al civico 204.

piazza san Carlo Torino - toro rampante portafortuna

Il toro è il simbolo per eccellenza di Torino, ma si dice che quello di piazza San Carlo porti molta fortuna a chiunque lo calpesti all’altezza dei suoi attributi.

Se ci fai caso, noterai che la zona propizia è decisamente incavata e consumata.

Del resto, chi è che non ha bisogno di un po’ di fortuna?

7. Fotografa uno dei toret più famosi di Torino

I toret sono le famose fontanelle pubbliche di Torino.

A renderli inconfondibili e unici al mondo sono il color verde bottiglia, ma soprattutto il rubinetto a forma di testa di toro.

Ed è proprio questo dettaglio che spiega lo strano soprannome. Infatti nel dialetto piemontese la parola toret (si legge turèt) significa “torello”, “piccolo toro”.

toret piazza San Carlo Torino

In piazza San Carlo si trova uno dei più fotografati.

In fondo, quale altra collocazione può essere più suggestiva del salotto buono di Torino?

–>Se i toret ti hanno incuriosito, scopri tutti i loro segreti.

8. Aguzza la vista e trova le palle di cannone in Piazza San Carlo

A Torino non è poi così raro trovare proiettili e palle di cannone conficcati sui muri dei palazzi. Risalgono quasi tutti all’assedio del 1706, quando i francesi cannoneggiarono la città, cercando di espugnarla invano.

Piazza San Carlo ne porta i segni in 4 punti.

Vuoi sapere dove?

  • Una palla di cannone si trova all’altezza del Palazzo Solaro, al civico 183;
  • le altre tre sopra al bar Mokita, al numero 217.

9. Scopri la testa del David rovesciata

Se vuoi vedere qualcosa di bizzarro, allora non puoi perderti la famosa testa del David rovesciata.

Per vederla devi entrare nel cortile di Palazzo Villa al civico 179 di Piazza San Carlo. Gira poi a destra e immergiti nel verde delle piante rampicanti.

Di fronte all’ingresso del negozio San Carlo 1973, troverai “The big Testonedell’artista emiliano Andrea Salvatori.

The big Testone di Andrea Salvatori.

Si tratta di una scultura in terracotta rossa, che riproduce la testa del David di Michelangelo, capovolta a terra, come fosse un vaso.

Se ti avvicini e ci guardi dentro troverai delle stelle, oltre alle monetine lasciate dai passanti, forse esprimendo un desiderio.

È lo stesso artista a chiarirci il significato delle stelle: “Il cielo stellato dentro di me, la legge morale fuori di me”.

Perché si chiama piazza San Carlo?

Piazza San Carlo è intitolata a San Carlo Borromeo, il vescovo di Milano a cui i Torinesi hanno sempre riservato una speciale devozione.

Tutto comincia nel 1578, quando San Carlo Borromeo decide di fare un pellegrinaggio da Milano per venerare la Santa Sindone, custodita dai Savoia a Chambéry.

Di fronte a tale atto di devozione, il duca Emanuele Filiberto di Savoia si sente in dovere di agevolare il vescovo milanese al punto da far trasferire il Santo Lino da Chambéry fino a Torino, dove rimarrà per sempre.

Viene quindi organizzata una solenne Ostensione, destinata a diventare uno di quei momenti da ricordare nella storia di Torino.

Ed infatti, anni dopo, il figlio di Emanuele Filiberto, Carlo Emanuele I di Savoia, intitola una delle chiese di questa piazza proprio a San Carlo Borromeo.

Ma non solo. La piazza nasconde anche un dettaglio poco conosciuto relativo a questo episodio.

Ai quattro angoli della piazza sono stati realizzati quattro piccoli affreschi a tema Sindone.

Piazza San Carlo Torino - immagine Sindone

Oggi ne troverai conservati solo due, sul lato ovest, rispettivamente ad angolo con via Santa Teresa e via Alfieri.

Da place royale al salotto della Torino di oggi

Quando i Savoia scelgono Torino come capitale del loro ducato, si danno subito l’obiettivo di ingrandirla iniziando dalla zona a sud, con la creazione di una Contrada Nuova (l’attuale via Roma) e di una piazza che richiamasse le “place royale” parigine.

Quella che allora si chiamava “Piazza Reale” viene quindi inaugurata nel 1638 come piazza di rappresentanza dei Savoia, ma quasi subito assume i connotati di piazza d’armi, luogo di raduni militari e di passaggio delle truppe da piazza Castello alla fortificazione della Cittadella. La piazza venne usata anche per il mercato fino alla fine dell’800.

Alla sua inaugurazione, però, non immaginarti una piazza già bella che finita.

Il piano urbanistico per Piazza San Carlo

Piazza San Carlo prende forma poco alla volta. Ad occuparsi del progetto complessivo di piazza San Carlo è l’architetto di corte Carlo di Castellamonte che decide per un porticato leggero e luminoso, poggiante su esili colonne accoppiate e ben distanziate. Tra un arco e l’altro il muro è persino alleggerito da un’apertura circolare.

Le facciate sono uniformi e scandite da file di finestre, al primo piano abbellite da timpani triangolari e ricurvi. Come elementi decorativi vengono inserite buffe maschere sotto alle finestre del primo piano, mentre sotto quelle del secondo piano ci sono conchiglie con volute.

I palazzi aristocratici di Piazza San Carlo

Nell’edificazione della piazza vengono coinvolte anche alcune famiglie nobili che costruiscono qui i loro palazzi di famiglia.

I Savoia infatti ebbero sempre la tendenza a rendere partecipi le classi aristocratiche nello sviluppo urbanistico della città: gli concedevano terreni a prezzi stracciati, se non addirittura a titolo gratuito purché venissero ad abitare vicino al palazzo reale.

Nel caso di Piazza San Carlo, i nobili hanno solo un vincolo: rispettare l’uniformità delle facciate, richiesta espressamente dai Savoia come simbolo del loro potere.

Lo spazio per gli ordini ecclesiastici

Il lato sud della piazza viene invece concesso all’ordine delle carmelitane e a quello degli agostiniani per l’edificazione dei loro conventi.

Del resto buona parte dei terreni espropriati per l’espansione verso sud era di proprietà ecclesiale. I Savoia si sentirono quindi in dovere di risarcire il clero concedendo un lato della piazza.

Anche in questo caso con un vincolo: entrambi gli ordini erano tenuti a costruire una chiesa sulla piazza. Nascono così la chiesa di Santa Cristina e quella di San Carlo Borromeo.

A onore del vero, la costruzione delle due chiese ha tempi lunghi. 

La chiesa di Santa Cristina viene completata definitivamente dall’architetto Filippo Juvarra nel 1715 con la sua dinamica facciata in stile barocco.

La chiesa di San Carlo invece deve aspettare fino all’800, quando l’architetto Ferdinando Caronesi completa la facciata, “copiando” quella juvarriana, per garantire sempre l’uniformità della piazza.

L’intervento di Benedetto Alfieri

Un’ulteriore evoluzione di Piazza San Carlo risale agli anni successivi al 1750, quando smette di essere usata per scopi militari.

In particolare, l’architetto Benedetto Alfieri viene incaricato di riabbellire e rinforzare il porticato. Le doppie colonne seicentesche vengono quindi incorporate in massicci pilastri in modo da garantire maggior stabilità agli edifici soprastanti.

Inoltre gli originari oculi tra le arcate vengono riempiti con le cosiddette panoplie, decorazioni composte da parti di armature e da armi assortite, come fossero un trofeo.

L’arrivo del Caval ëd Brons

Si deve aspettare il 1838 per l’inaugurazione del famoso Caval ëd Brons, il monumento equestre al centro di Piazza San Carlo.

È re Carlo Alberto di Savoia a incaricare lo scultore Carlo Marocchetti di realizzare quello che sarà il primo di una lunga serie di monumenti pubblici a Torino.

Raffigura il duca Emanuele Filiberto di Savoia mentre rinfodera la spada dopo la cruciale vittoria di San Quintino del 1557, grazie a cui i Savoia tornano di nuovo in possesso dei loro territori.

Qualche anno dopo, nel 1564, il duca sceglie Torino come capitale del ducato, cambiandone per sempre la storia.

Ed ecco spiegato perché gli è stato riservato l’onore di essere il protagonista in una piazza così importante della città.

Gli ultimi cambiamenti fino ai giorni nostri

L’aspetto attuale di Piazza San Carlo si deve all’importante riqualificazione della piazza, in occasione delle Olimpiadi invernali ospitate a Torino nel 2006.

L’intervento ne ha previsto la chiusura al traffico automobilistico e la trasformazione in un’isola pedonale arricchita da una pavimentazione in porfido.

Piazza San Carlo è così diventata uno dei più amati luoghi di incontro e di passeggio per torinesi e non.

Tragici eventi accaduti in piazza San Carlo

Piazza San Carlo è stata purtroppo anche teatro di due eventi tragici, che è doveroso ricordare.

—- Il primo risale al 21 settembre 1864, in seguito al trasferimento della capitale d’Italia da Torino a Firenze.

I torinesi scesero pacificamente in piazza per protestare contro questa decisione ma le forze dell’ordine furono crudeli nei loro confronti. Persero la vita 184 persone.

—- Il secondo fatto tragico risale alla finale di Champions League tra la Juventus e il Real Madrid del 3 giugno 2017.

In piazza era stato allestito un maxischermo dove i tifosi potevano seguire la partita, ma purtroppo scoppiò il panico tra la gente, causando la morte di una donna e il ferimento di oltre 1500 persone.

Hai voglia di continuare a esplorare Torino?

Piazza San Carlo è solo uno dei luoghi del centro che nascondono più storie e curiosità di quanto si possa immaginare a una prima impressione.

Se vuoi continuare a scoprire Torino con uno sguardo curioso, puoi proseguire con:

  • Le piazze di Torino — se vuoi seguire un itinerario alla scoperta di alcune delle piazze più belle e significative del centro.
  • Piazza Castello — per scoprire anche i dettagli curiosi e le storie meno conosciute di un’altra grande piazza torinese.
  • Il toro, simbolo di Torino — per approfondire il significato del toro che hai appena incontrato tra i simboli e le curiosità di Piazza San Carlo.
  • Le chiese di Torino — se vuoi approfondire il patrimonio religioso del centro, partendo proprio dalle due chiese gemelle di Piazza San Carlo

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